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Sabato, 22 Gennaio 2022
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L’inarrestabile Angelo Valentini, che a 93 anni ha scritto il suo ventesimo libro

Dopo una vita passata a gestire aziende agricole, produrre vini e aceto balsamico doc, ha cominciato a raccontare le sue esperienze. E promette di continuare

claudio sampaolo-2Angelo Valentini ha compiuto 93 anni l’estate passata (vi assicuriamo che ne dimostra molti, molti di meno), ma non pensiate nemmeno per un attimo allo stereotipo del pensionato che consuma pantofole e telecomandi della tivù. Tutt’altro. Valentini, una volta abbandonato il lavoro di una vita (amministrava aziende agricole in giro per l’Italia, anche tre tutte insieme) ha proseguito sullo stesso filone, seguendo le sue passioni e le sue notevoli competenze in materia, essendo agronomo, enologo, erborista, enobibliofilo e oxologo, cioè produttore di aceto balsamico. Valentini ancora oggi alla sua bella età viene chiamato per allestire le acetaie, “batterie” di botticelle di legno dalle quali esce un vero nettare. Per dire: ne ha due “private” pure negli scantinati del suo palazzo nel centro storico di Perugia (vedi foto), muro a muro con la Rocca Paolina.

Ma tutto questo non poteva bastare ad un’anima in movimento come la sua, che ha trasformato la casa in un Museo, con quadri, sculture, migliaia di libri spesso introvabili, fino a qualche centinaia di collezioni: dalle uova di legno dipinte a mano in Russia alle scatole di latta, ai presepi di ogni forma e materiale. Una collezione in movimento: giusto qualche giorno fa ha “pescato” nel mare magnum di  un mercatino una  natività in ceramica, a rilievo su un vassoio di produzione tedesca.

Non poteva bastargli aggirarsi per le stanze ad ammirare le sue “cose”, sentiva dentro il desiderio di raccontare la sua vita, le sue esperienze, i suoi segreti. Così, una volta andato in pensione, più o meno 23 anni fa, s’è messo alla Olivetti M90 ed ha cominciato a scrivere. Poi, visto che il mondo correva accanto a lui, s’è comperato un computer, ha imparato ad usarlo ed ha iniziato una produzione ininterrotta. Dai vini, con tutto quello che occorre sapere per produrli, venderli e naturalmente gustarli fino ai volumi dedicati a suoi amici frati francescani, ai tanti VIP che ha conosciuto (per lui l’acronimo significa Visti Io Personalmente) per finire ai tanti ricordi di gioventù della sua Sigillo, il “buen ritiro” dove torna quasi tutte le settimana e dove, tanto per farvi capire, ha appena allestito un centro culturale perché dice lui “vorrei che i giovani, a partire dai miei nipoti, comprendessero cosa significa prendere in mano un libro e lasciare il cellulare a casa. Una utopia? A giudicare dalle tessere di iscrizione non direi proprio”.

E proprio nel nuovo spazio inaugurato a Sigillo, Valentini ha presentato nei giorni scorsi il ventesimo libro della seconda (o terza?) vita, che, non a caso, si chiama Zibaldone.

Duecentoventiquattro pagine fitte di storie, fotografie, memorie, aneddoti, perché Valentini, come scrive Mimmo Coletti nella prefazione è davvero “il mago dei ricordi”, anche se lui preferisce dire che “le storie di Paese erano la nostra Tv di allora”. Di quando a Sigillo in Piazza, arrivavano il cantastorie e il bisciaio, l’arrotino e lo sloveno con un orso bruno al guinzaglio, fino a predicatori, scultori, fotografi ambulanti, frati cercatori e materassai. E poi, in rapida successione, proverbi, modi di dire, filastrocche, liriche, poesie. Per finire la lunghissima serie di Vip conosciuti: Giovanni Paolo II, il principe Filippo d’Edimburgo, Vint Cerf (uno dei “padri” di internet),Gianni Brera, Giorgio La Pira, Gualtuero Marchesi, Leonardo Servadio, Brunello Cucinelli, Luigi Veronelli, Carlin Petrini, Ferruccio Lamborghini, Alejandro De Tomaso, Alberto Fremure, Oliviero Toscani, Riccardo Illy, Pietro Barilla, Renzo Piano, Umberto Agnelli, Giampiero Boniperti e molti, molti altri, tra i quali Vittorio Sgarbi, che da buon emiliano non perde occasione per piombare a casa Valentini per gustare i tortelli di zucca cucinati dalla sua conterranea, della signora Idilia, che Angelo ha conosciuto (e sposato…) negli anni ’60 a Scandiano quando amministrava una tenuta vicino a Modena.

Uno Zibaldone, insomma, che è un libro in piena, con le parole e di personaggi che sembrano voler uscire dalle pagine per raccontare ancora e ancora. E quindi la produzione di Angelo Valentini non finisce qui. Questo è certo. Perché riscavando nella sua prodigiosa memoria (ricorda quanto ha pagato ogni singolo pezzo della sua enorme collezione d’arte) Angelo ha ricominciato a prendere appunti per un ulteriore volume. Appuntamento al prossimo 19 agosto, con 94 candeline e un nuovo libro.

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