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Italia Nostra (nella persona di Luigi Fressoia) scrive al ministro dei trasporti e chiede che le sue proposte vengano ascoltate

Al centro della missiva l'aeroporto di Sant'Egidio, la superstrada E45, la ferrovia Ancona-Roma e altro ancora

Luigi Fressoia, presidente di Italia Nostra, sezione di Perugia (foto Sandro Allegrini)

Italia Nostra (nella persona del presidente della sezione perugina, architetto Luigi Fressoia) scrive al ministro dei trasporti Enrico Giovannini e chiede che le proposte dell’Associazione vengano ascoltate, per un migliore assetto ferroviario dell’intera Italia centrale.

Questa la missiva che inizia postulando la necessità di una nuova stazione "Perugia Aeroporto", accanto all'aeroporto di S. Egidio, in un punto che incroci anche la superstrada E45 e la ferrovia Ancona-Roma (terminal plurimodale).

“On. Ministro, sono anni che soggetti competenti chiedono una variante della ferrovia Orte-Falconara che passi per Perugia aeroporto, in modo da creare un valido terminal ferro/aria/gomma, secondo criteri di integrazione fortemente consigliati e adottati dall’Europa”.

Da dove nasce la proposta.

“Tale proposta, supportata dall’Università di Perugia e poi recepita dalla locale sezione di Italia Nostra, è stata adottata da oltre dieci anni da parte delle amministrazioni comunali di Perugia, Assisi, Gubbio. Da informazioni recentemente pervenute, risulta viceversa che RFI non stia recependo questa proposta di Variante, giustificando il diniego col fatto che non si accolgono progetti che penalizzano le distanze di una linea ferroviaria esistente”.

Sarebbe a dire?

“Si ignora il fatto che, col nuovo tracciato in Variante, le distanze e i tempi di percorrenza della Ancona-Roma diminuiranno comunque, grazie alla sua trasformazione in Alta Velocità, sia pure di secondo livello”.

Senza Variante si farebbe danno all’Umbria?

“Chiaramente. Certi dinieghi creano danni a questa Regione e pure alla Nazione intera, poiché verrebbe perso il vantaggio di servire la città più popolosa del centro Italia tra Firenze e Roma. Si perde inoltre anche il beneficio di favorire l’aeroporto, collegandolo frequentemente e celermente con Roma (servendolo, analogamente a quanto, per esempio, Stansted fa con Londra). Invece si tratta di un evidente beneficio strutturale che non può essere ignorato da una pertinente visione ministeriale!”.

Questione di utenza, numeri, economicità.

“Certo: tra Ravenna, Ancona e Roma si aggiungeranno, con la Variante, oltre 300.000 abitanti-utenti dell’eugubino, perugino e assisiate. E il collegamento col sistema aeroportuale romano farebbe lievitare i numeri, ora miseri, di S. Egidio. Inoltre questo nuovo assetto, con dei costi equivalenti al progetto che l’assessorato regionale intende realizzare, aggiungerebbe un’ulteriore funzione al mero collegamento Romagna-Marche-Umbria-Roma”.

Quale il concreto beneficio? Entrerebbero in ballo anche altri Paesi europei?

“Si aggiungerebbe il vantaggio di un collegamento inedito tra i porti dell’Adriatico e del Tirreno attraverso l’Umbria, connettendo corridoi europei (Balcani-Brindisi-Ancona, Genova-Rotterdam, Pisa-Barcellona) ora diversi e così meglio raggiungendo le aree più economicamente attive del vecchio continente, nonché la penisola Iberica e la Gran Bretagna”.

Qualcosa riguardo alla convivenza di treni passeggeri veloci e treni merci.

“Lo sdoppiamento di percorso da Fossato di Vico a Foligno, tramite la Variante, fa sì che i treni passeggeri veloci seguano il nuovo percorso, a loro più confacente per popolazione, turismo e attività produttive. Al contrario, i treni merci da Ancona su Orte verso Roma e Civitavecchia, nonché i treni regionali, potranno proseguire sulla linea storica, anche per continuare a servire le località della valle del Topino. Linea storica che sarebbe invece da sopprimere, secondo l’irrazionale progetto regionale”.

Col nuovo assetto da proposto quindi si avrebbero solo vantaggi.

“Con questo assetto, di cui ci facciamo attivi propositori, si sommano tutti i vantaggi che si possano teorizzare su un esercizio ferroviario, senza penalizzare nessuno”.

C’è di mezzo anche il campanilismo becero e meschino.

“Purtroppo sì. La Variante, rafforzando l’intera linea Ancona-Roma, giova non di meno a Foligno a Spoleto a Terni. Ma, senza argomento alcuno, si assiste purtroppo a una fiera opposizione, da parte di queste città umbre, a danno di un evidente interesse strategico per l’intera regione e per la Nazione”.

La richiesta conclusiva:

“È pertanto utile, on. Ministro, che Ella accolga una nostra delegazione per fare chiarezza sulla questione. Crediamo infatti che sia un preciso dovere del ministero ascoltare posizioni e valutare proposte competenti, al fine di operare scelte consapevoli e proficue”.

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