Italia Nostra: "Lasciamo in pace il Muraglione di viale Indipendenza"

Italia Nostra invita a riconsiderare, a valutare con attenzione, prima di assumere determinazioni avventate che deturpino un bene culturale

Italia Nostra invita a riconsiderare, a valutare con attenzione, prima di assumere determinazioni avventate che deturpino un bene culturale. Insomma: pensiamoci bene prima di mettere reti e supporti alla sommità della Rocca Paolina. Ovvero ad aggiungerne di supplementari a quelli storici.

“È assurdo assecondare il processo di infantilizzazione che percorre la nostra società. Dai giovani si deve pretendere maturità e senso di responsabilità. Inutile rincorrere i singoli eventi e cercare di mettere una pezza a comportamenti dissennati che comportano rischi da parte di chi li assume. Specie quando non si tratta di fatalità, ma di disgrazie addirittura cercate”.

Parla il presidente di Italia Nostra Luigi Fressoia che fa il punto sulle ipotesi, che circolano in questi giorni, relativamente all’aggiunta di reti e protezioni supplementari su viale Indipendenza e via Fatebenefratelli. Insomma – questo è il senso della risposta di Fressoia – se le cosiddette disgrazie sono frutto di comportamenti imprudenti, al limite dell’incoscienza, né il Comune né chiunque altro è in grado di prevenire atteggiamenti cervellotici e irrazionali.

D’altronde, basta percorrere viale Indipendenza per vedere più di una persona distesa sul parapetto o, addirittura, starci in piedi e scherzare con gli amici, simulando l’atto della caduta. Si dirà: sono dei cretini. Ma non si vede perché ci si debba far carico della loro autolesionistica “creatività”, fin quasi ad “assecondare” comportamenti divergenti e insensati. Facciano quello che vogliono e ne subiscano le conseguenze.Si sente parlare di dissuasori sul murello di protezione: quasi come quelli ad ago contro i piccioni.

Per non parlare – dice l’architetto Mauro Monella – dello “scempio eugubino con chiodi da fachiro” e il riferimento alla scelta degli amministratori della città dei Ceri di mettere spuntoni su quel muro è chiaro. Dunque: niente spuntoni, dissuasori antiestetici e ridicoli. Vengono in mente quei “cocci aguzzi di bottiglia”, come un tempo si usava, assurti ormai a metafora montaliana sulla condizione esistenziale.

Non sarebbe, infatti, giusto deturpare quello storico parapetto di viale Indipendenza, il cui progetto è dovuto allo stesso Arienti

Peraltro – ci segnala sempre l’architetto e urbanista Monella, anche lui esponente di Italia Nostra – la tecnologia può aiutare. Dice: “Sono in commercio segnalatori acustici che si attivano quando uno si sporge. Non sono impattanti, ma risultano efficienti”. Per restare in tema musicale, scherza: “Potrebbero suonare anche un motivetto jazz”.

Il concetto di prevenzione può valere nel caso di eventi prevedibili. Per la stupidità non c’è cura. Recita un vecchio detto, in riferimento al periodo storico in cui imperversava la malaria: “Pei malati c’è la china, ma pei corbelli n c’è medicina”.

Dice Monella: “Ragionando per analogia, si dovrebbero mettere dissuasori perfino al muro delle Prome, in Porta Sole o anche sugli speroni degli Arconi. Ma sarebbe un delirio, un sacrilegio”.

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