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Italia Nostra all'attacco della giunta Romizi: "Perugia ha riaperto il centro al traffico indiscriminato"

Il presidente Fressoia: “Ma i perugini non hanno l’anello al naso”

“Ma i perugini non hanno l’anello al naso”. Lo sostiene a spada sguainata l’architetto-urbanista Luigi Fressoia, presidente nazionale di Italia Nostra.

L’anello cui fa riferimento Fressoia, acceso polemista e persuaso ambientalista, è quello di piazza Italia, sul quale concentra tutta la propria ironia.

Dice: “È ufficiale: Perugia ha riaperto il proprio Centro Storico al traffico indiscriminato”.

Il punto di vista di Italia Nostra: “Dopo 47 anni, Perugia inverte il proprio orientamento: non migliorare e perfezionare la direzione allora intrapresa, ma invertirla. Nell’errata convinzione che con più automobili in Centro Storico i suoi commerci avranno miglior sorte. Noi di Italia Nostra non siamo d'accordo. Riteniamo, al contrario, che i commerci e la vita sociale miglioreranno riportando al Centro residenti. Viceversa l'anello (al naso) di Piazza Italia, e l'illegale tolleranza di sosta selvaggia in tutto il Centro, non possono portare alcun beneficio ai commerci, ma solo peggioramento della qualità generale con irritazione e perdita di turisti (target elettivo dei commercianti)”.

Un po’ di storia: “Perugia fu tra le poche città che sentì il bisogno di muoversi contro l'aggressione automobilistica del centro storico. Nacque così, nel 1960 a Gubbio, l'Associazione Nazionale Centri Storico Artistici, con Perugia, Gubbio, Bergamo, Roma, Ascoli Piceno, Napoli e altre città di sinistra e non di sinistra. Perugia, nel 1971, pedonalizzò il Corso; nel 1885 pedonalizzò l'Acropoli, ma ebbe parallelamente l'intelligenza di dotarsi di ascensori, scale mobili e parcheggi, e ne realizzò parecchi, raggiungendo anche notorietà nazionale e internazionale. Parcheggio del Mercato Coperto (1970), di Piazza Partigiani (1986), di Piazzale Europa (1993), di Sant'Antonio (1984), delle Briglie (1984), della Cupa-Pellini (1991); scale mobili della Rocca Paolina (1983), Pellini-Priori (1989), Europa-S.Anna (1993), Pincetto (2008), ascensore del Pincetto (1970 e 2009); Minimetrò (2008). Tutte cose finalizzate all'idea di un Centro Storico vivo e prospero poiché ordinato (senza ridicoli caroselli automobilistici e soste ossessive anche davanti ai portoni) ma ricco di presenze e attività”.

Poi l’esempio di Corso Cavour (dove Fressoia vive) che sta dimostrando quanto la pedonalizzazione favorisca i commerci e la vita di relazione.

Le critiche al Comune: “Prendo atto che l'amministrazione Romizi-Barelli ha osato fare tale passo indietro”.

Circa gli interventi in Consiglio comunale, Fressoia ne contesta diversi, a suo avviso incongrui, e giunge a prefigurare “passi formali presso le autorità competenti per verificare se la tolleranza (addirittura dichiarata) di sosta illegittima di autoveicoli in piazze e vie dove vige divieto, non costituisca abuso e/o omissione”

Nota curiosa: “Mi telefona un signore rivendicando che le pedonalizzazioni sono di sinistra e quindi una giunta di destra”. Baggianate.

Gli dà man forte Rino Fruttini, economista e storico della Vetusta: “Non ho partecipato alla ridicola kermesse del Consiglio Comunale, aperto al popolo bue per discettare, a decisioni prese e consolidate, sulla logistica dell'acropoli. Ormai tutto quello che avevo da dire l'ho detto. E mi rendo conto che la dicotomia fra i diversi soggetti che animano l'acropoli è ormai una pantomima che ci portiamo dietro da diversi lustri”. A buon intenditor.

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