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INVIATO CITTADINO Verso la conclusione i lavori alla chiesa di Santa Maria Assunta in Monteluce

Completato l’intervento sul rosone

Più che le fessurazioni, o il timore di crolli, il problema era principalmente costituito dallo stato di degrado della facciata.

All’interno – ricorderà il lettore – caddero solo piccoli frammenti d’intonaco. Ma niente di più.

All’esterno, invece, era un campo di battaglia.

Il travertino e la pietra rosa di Assisi in felice connubio. A formare il diffuso quadrellato umbro, elemento ricorrente in tante nostre architetture. Ma coi colori ormai irriconoscibili. E con ampi spazi tra i singoli elementi costitutivi.

Peggio di tutti se la passava il rosone: uno dei manufatti più preziosi e infarciti di simbolismo. Un autentico merletto… collegato con fili rugginosi.

Foto - Verso la conclusione i lavori alla chiesa di Santa Maria Assunta in Monteluce

(Foto Sandro Allegrini)

Scrive Mauro Monella, architetto e urbanista, innamorato di Perugia: “L’opera non è una rosa ma una rota, che scandisce col suo orientamento l’avvicendamento quotidiano dell’astro del giorno che lascia poi il posto all’astro della notte”.

Concludendo poeticamente: “È un rosone speciale, questo di Monteluce: è proprio fatto apposta per un ‘Monte di luce’. Un richiamo ai sette pianeti antichi, circoscritti nel cerchio del sole. È una semplice composizione geometrica che allude all’armonia, intesa come elevazione naturale collettiva”.

Dunque, quei fili di ferro costituivano un sacrilegio, un torto a un capolavoro conclamato.

Ora il lavoro sul rosone è cosa fatta. La rete che era stata smontata verrà a breve ripristinata. Anche allo scopo di evitare le caustiche deiezioni di volatili che sporcano e corrodono.

All’interno è quasi tutto a posto. Resta da ripulire la zona del presbiterio.

Intanto, in occasione della Festa dell’Assunta, le celebrazioni si sono eccezionalmente tenute proprio in chiesa. Con grande partecipazione e autentico entusiasmo dei parrocchiani e dei numerosi visitatori, accorsi anche da altri quartieri.

I fedeli non vedono l’ora che la chiesa venga riconsegnata. Anche per evitare celebrazioni effettuate nel Coro delle monache retrostante la chiesa, con accesso da Via del Giochetto. È stato un adattamento, pur necessario. In un ambiente ricco di storia, arte e devozione. Ma pur sempre un rimedio.

Tornare a casa, nella chiesa a tutti cara, è un desiderio diffuso che troverà a breve concreta realizzazione.

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