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INVIATO CITTADINO Velimna, ormai maggiorenne (XXI edizione), si conferma elemento propulsore di innovazione nel solco della tradizione

Solido punto di riferimento culturale, sociale, scientifico della comunità ponteggiana

Benedizione del parroco don Antonio, seguita dall’intervento del presidente Antonello Palmerini che traccia bilanci, delinea prospettive, annuncia corpose novità.

Foto - Aperta la XXIII edizione di Velimna sul tema "Etruschi, ambiente e natura"

(Foto esclusive Sandro Allegrini)

Saluti istituzionali di Erika Borghesi, assessore, e Stefania Proietti, Presidente dell’Amministrazione Provinciale.

Quindi, per il Comune di Perugia, è il turno degli assessori Edi Cicchi e Margherita Scoccia che enuncia le importanti trasformazioni urbanistiche connesse al progetto di rigenerazione urbana PINQUA (abbattimento, riduzione di volumetrie, qualificazione del costruito). Presente anche Roberta Ricci, vice presidente del Consiglio Comunale.

Laura Merelli di UniPg traccia succintamente le linee del progetto Silene, sorretto dalle solide competenze di Fisica e Geologia.

A Diletta Borselli il compito di illustrare i fondamenti scientifici e metodologici della Muografia, consistente in speciali radiografie realizzate coi muoni, utilizzando i raggi cosmici.

Si tratta di una metodologia messa in atto anche nella Necropoli del Palazzone ai fini dell’individuazione di cavità di estremo interesse scientifico e archeologico. Merito della direttrice Maria angela Turchetti la decisa volontà di sperimentare la tecnica all’interno dell’Istituzione di sua competenza.

A seguire la relazione di Antonio Brunori in tema col titolo della Kermesse, ossia sul rapporto degli Etruschi con ambiente e natura.

Premette che il paesaggio visto con gli occhi dell’archeologo è diverso da quello percepito dal botanico. Ché tale è il suo ruolo. Anche se, subito dopo, mette in mostra talenti da storico, studioso di fonti, documenti e testimonianze. Insomma: il possesso pieno di una cultura interdiscipinare.

Con speciale riguardo all’iconografia su affreschi tombali, reperti di vario genere che abbracciano oggetti, animali, pollini, materiali botanici.

Insomma: cultura come elemento trasversale alle “culture” intese nella tradizionale (quanto falsa) divisione in discipline.

Puntate su dendrocronologia e reperti la cui lettura viene messa in discussione alla luce di competenze di carattere spiccatamente botanico. Al punto da individuare, in una tomba di Vulci, la “ragazza con la birra” (delizia che, com’è noto, veniva prodotta anche dal popolo delle piramidi).

E poi la mummia di Similaun, coi suoi 61 tatuaggi in corrispondenza (questa è una rivelazione) delle zone elettive di agopuntura.

Notazioni sulla farmacoprassia omeopatica, ovvero il curarsi con le erbe, da parte di uomini e bestie. Oltre a riflessioni su icone di Selvans (dio delle selve) e Laetus, che richiama l’aggettivo laetus, nel senso di “felice/fertile/ferace”, legato a laetamen, inteso come “concime”… e così via.

Infine, piante come materia per cosmesi, unguenti, medicamenti…

Una relazione ad ampio respiro, accompagnata da uno slide efficace e pertinente.

Su espresso desiderio dell’uditorio, la promessa del relatore (e l'impegno del Presidente) a cercare una prossima occasione per concedere lo spazio che merita a una conferenza molto attesa e di sicuro interesse.

… E stasera si mangia etrusco. Intanto, stasera, nei locali della Pro Ponte di Via Tramontani, spazio al palato per l’iniziativa “A cena con gli Etruschi”, a cura dell’archeocuoca Cristina Conte. Ne vedremo delle belle. Ne gusteremo delle buone. Questa è la speranza.

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