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INVIATO CITTADINO Valerio non è morto: il barbuto artista di strada è tornato in Romania

Circolava da tempo una falsa notizia che lo voleva deceduto a causa del coronavirus

Valerio, barbuto e capelluto artista di strada, ormai parte del paesaggio antropologico dell’acropoli, è tornato in Romania, non è morto. Circolava da tempo una falsa notizia che lo voleva deceduto a causa del coronavirus. Ma ne abbiamo accertata l’inattendibilità.

Ma chi è Valerio? Ebbi modo d’intervistarlo qualche anno fa. Riferiva di essere giunto a Perugia gravemente malato di diabete. Per la sua malattia, si prevedeva l’amputazione di un arto. Poi le cure presso il nostro ospedale e le terapie. Sia per il diabete che per il cuore e per i reni, organi compromessi. Diceva con gratitudine: “Perugia mi ha salvato”.

Di cosa viveva? Era un musicista di strada. Irsuto, di stazza imponente, con voce potente e un po’ roca. Strimpellava a orecchio la chitarra e proponeva canzoni di Toto Cutugno e dei Ricchi e Poveri. “Le canzoni mi sono servite a imparare l’italiano”, diceva.

Dove operava? Preferibilmente, seduto su una panchina all’imbocco di via Fani, intercettando il pubblico di passaggio in corso Vannucci, ma soprattutto tenendo d’occhio i turisti che si recavano in Galleria Nazionale. Il suo target preferito erano gli stranieri, abituati a queste forme di musica da strada. Talora si sedeva sulle scale della Vaccara, ammiccando a quanti salivano alla Notari o ai gruppi intorno alla Fontana Maggiore.

Quanto ricavava dal suo lavoro? Valerio raccontava di avere in Romania una moglie scrittrice e due figli maschi, entrambi laureati. Sosteneva di averli aiutati col suo lavoro qui a Perugia. Inoltre, Valerio chiedeva aiuto in giro. Le colazioni, al Caffè del Cambio, erano spesso offerte da amici. Al Cambio si recava anche per andare in bagno, dato che per la sua malattia doveva bere parecchio.

La sparizione. Da prima di Natale, Valerio è sparito. Il che ha fatto pensare a qualche evenienza negativa. Ultimamente era venuto ad abitare all’Elce dove l’Inviato Cittadino lo vedeva al supermercato. Ma a fare spesa, non ad esibirsi. Diceva: “Non si lavora nel quartiere in cui si vive”. Condivideva un piccolo appartamento con dei connazionali, per spartirsi le spese.

Le dicerie. La sparizione, in coincidenza con la pandemia, aveva generato la diceria del decesso. Che invece è una falsa notizia.

La verità è che Valerio è tornato per rivedere la famiglia e proprio in Romania si è ammalato ed è stato ricoverato per problemi cardiaci. Ma è tornato a casa e ora sta bene. Ce lo comunica una sua amica che lo ha sentito al cellulare.

Tornerà in Italia e segnatamente a Perugia? Questo non si sa. Probabilmente no. Valerio ha solo 65 anni, ma le sue condizioni di salute non gli permettono più di fare una vita un po’ nomade, all’aperto col caldo e col freddo. Probabilmente resterà con la famiglia che ha ormai risolto i problemi economici.

Auguri, Valerio. Non posso dirti che la tua musica ci mancherà. Ma la tua persona sì.

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