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La giornata di Paolo Belardi, delegato al patrimonio

E, ciliegina sulla torta, si annuncia la rigenerazione dei Giardini del Rettorato.

Una giornata trionfale, quella che vede il Delegato del Rettore al Patrimonio dell'Università degli Studi di Perugia dare conto di un lavoro straordinario. Che non significa guardare il proprio ombelico. Ma costituisce di certo una pietra miliare in termini di ricognizione di un capitale, volta alla sua conservazione, valorizzazione e tutela.

Accanto a lui, Fabio Piscini, Dirigente della Ripartizione Tecnica dell'Università degli Studi di Perugia, dilatarsi in descrizioni che non sono mera elencazione, ma analisi e sintesi tecnica e storica.

Belardi dipana il suo ragionamento in 5 step.

Quando nasce l’idea? Cosa fanno gli altri? Perché il Convegno? Cosa abbiamo fatto? A cosa stiamo guardando?

L’idea nasce il 7 novembre 2019. “Ancora porto quel vestito - dichiara Belardi - rivedendosi in quella foto di gruppo.

“Dopo la Direzione dell’ABA, con tanta attenzione all’arte, alla bellezza, all’etica coniugata con l’estetica e alle opere che avevamo in tasca, attraversando i corridoi di Palazzo Murena (continueremo ancora, impropriamente, a chiamarlo così?) ho riflettuto sulla sua grande bellezza”.

Una bellezza che giustifica anche il recupero delle lettere della scritta di Fisica nell'edificio vicino e tanto altro. Non cosette da poco. Ma simboli, cura d’immagine e di sostanza.  

Perché fare un censimento delle nostre opere d’arte è arduo e affascinante. E seguono gli esempi. Dalla lapide di Baldo alle statue dei Grandi (Artemio Giovagnoni) nella Cappella Vanvitelliana.

E poi, cosa fanno gli altri? Visite guidate, mettere in vetrina i gioielli di famiglia.

Perché fare un convegno del genere significa riscoprire non solo Vanvitelli, ma la liaison di testa e di cuore tra Giuseppe Rufo Ermini (il rettore del mattone) e  Giuseppe Nicolosi.

Abbiamo aperto le porte rendendo visibili i luoghi invisibili. Ma anche riscoperto e messo in vetrina la Bolla papale di fondazione. E fatto il restyling del marchio. E lanciato il merchandising nell’ex Barbieria di via Mazzini (dove il sottoscritto ricorda Memmino, il barbiere e donnaiolo).

Guardiamo all’Open House, in cui siamo entrati.

Ben 60 gruppi di studenti e ricercatori elaborano progetti sulla Conca. Non sappiamo se li utilizzeremo o no. Ma intanto li avremo. E saranno pur sempre una risorsa.

E poi siamo andati a spulciare l’archivio di Nicolosi. Dove abbiamo trovato disegni e progetti: uno fra tanti, il Belvedere di Palazzo Florenzi. Ma anche i Giardini del Rettorato: inizialmente pensati come campi da tennis e poi nella configurazione attuale.

Ciliegia sulla torta, appunto, il rifacimento dei Giardini del Rettorato. “È la prima richiesta che mi hai fatto, Rettore, all’atto dell’insediamento”. E Maurizio Oliviero annuisce [per quel che vale, ricordo che Paolo me ne parlò in privati colloqui qualche anno fa, impegnandomi alla riservatezza].

L’affidamento è cosa fatta. Anche se ce n’è voluto: prima si dovevano terminare degli interventi in corso che avrebbero guastato ciò che si faceva.

Ma ora ci siamo. Nunc est bibendum, nunc pede libero pulsanda tellus (Orazio). Insomma: è il momento di fare festa. E ballare, se potete.

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