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INVIATO CITTADINO Una bocciatura che fa male, quella di Perugia candidata a Capitale verde d’Europa 2022

Ne parla diffusamente l’ex vicesindaco Urbano Barelli nella rivista “Passaggi”

Una bocciatura che fa male, quella di Perugia messasi in gioco nell’agone per Capitale Verde d’Europa 2022. Ne parla diffusamente l’ex vicesindaco Urbano Barelli nel numero  I/II 2020 della rivista “Passaggi”. 
Un articolo ampio, accurato e… accorato.
L’ex vicesindaco della Vetusta inizia ricordando che “La candidatura non ha superato la prima selezione per entrare nella ‘short list’… un risultato previsto perché… è difficile che si vinca al primo tentativo”.
D’accordo: ma una cosa è “non vincere”. Altro è subire una dura umiliazione. 
Barelli si dichiara poi “stupito” per il silenzio della città e della Regione alla notizia dell’esito negativo. Stupore che condividiamo. Anche se possiamo comprenderne la ragione: è stata un’esperienza poco commendevole, che è meglio rimuovere dalla coscienza collettiva e dagli (in)successi della politica. 
Barelli, come l’Amleto di Shakespeare, rivolto a Orazio quando tutto si è concluso, sembra esclamare: “The rest is silence”. E gli Enti hanno preferito seguire l’indicazione scespiriana.
In effetti, la sconfortante classifica ci ha visti diciassettesimi su diciotto: si direbbe “acant’al bicchio” (‘vicino all’ultimo’ in lingua perugina).
C’è però da dire che in qualche indicatore, pochi, siamo andati bene. È questo il caso della miglior valutazione sulla gestione dei rifiuti, sulla mobilità urbana sostenibile e sul rendimento energetico.
Sui rifiuti siamo risultati terzi: per quantità di rifiuti urbani, alto indice di riciclo e raccolta differenziata.
Lamenta Barelli: “Il sentimento diffuso sembra essere quello dell’indifferenza o della rassegnazione”. Si chiede anche: “L’Umbria è pronta e allineata sulla strategia europea… relativa a transizione verde ed economia circolare?”. Pare temere di no. L’ex vicesindaco nota, infatti, che l’Italia è inadeguata alla transizione verde sul piano politico e culturale.
Riflette con amarezza l’iscritto a Italia Nostra: “L’Umbria sta sottovalutando la portata epocale della transizione verde. La candidatura di Perugia a Capitale Verde d’Europa ne è la dimostrazione, visto che intorno a quella candidatura non c’è stato quel consenso istituzionale e politico che la sfida meritava”. 
Insomma, abbiamo clamorosamente fallito. Per merito, anzi per demerito, della politica.
Quale l’auspicio? “Che, come annunciato, il Comune riproporrà la propria candidatura… con la presidente Tesei che ha dichiarato di sostenere la candidatura di Perugia e di tutta l’Umbria: la candidatura del Cuore Verde d’Italia”.
Saremo all’altezza della prova? Se tanto mi dà tanto, c’è da temere un’altra batosta. Clamorosa. 
La speranza è che non ci si presenti con la prospettiva di rimediare, ancora una volta, una figuraccia. Misuriamo le forze! Se non ci sentiamo all’altezza, meglio soprassedere. E restare ultimi. O quasi. Ma senza farlo sapere a troppi. Come si dice: “Il silenzio è d’oro”.

PRECISAZIONE DI ITALIA NOSTRA, sezione di Perugia, per bocca dell’attuale presidente Luigi Fressoia. Che dichiara: “Leggo in PG Today che l’avvocato Urbano Barelli è “iscritto” a Italia Nostra. Mi corre l’obbligo di precisare che Barelli è stato, in passato, iscritto all’Associazione, nell’àmbito della quale ha pure rivestito ruoli a livello nazionale. A far capo dalla sua elezione al Consiglio Comunale di Perugia, e alla sua nomina a vicesindaco nel 2014, l’avvocato Barelli – come da statuto – si è dimesso. Quindi, fin dal 2015, e ad oggi, non ha più rinnovato l’iscrizione a Italia Nostra. Si tratta pertanto, più correttamente, di un ‘ex’ iscritto”.

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