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INVIATO CITTADINO Tutti gli anni è la solita storia, i perugini si dilettano nel dir male delle luminarie

Quel che è certo è il fatto che gli alberelli addossati alle pareti sono carini. E piacciono

Tutti gli anni è la solita storia: i perugini si dilettano nel dir male delle luminarie. E ogni volta vengono rimpiante quelle dell’anno precedente delle quali si era detto malissimo.

Quelle dell’anno scorso sono state tra le più belle mai viste in città. Quest’anno – complice il ritardo nelle decisioni delle associazioni – non sono entusiasmanti. E forse si rimpiangono giustamente le precedenti. Ma non sono poi così orrende. Specialmente di sera, fanno la loro figura. Se il giudizio riduttivo potrebbe valere per quei fili sospesi, sarebbe indubbiamente ingeneroso nei confronti degli alberelli. Che – si dice – siano stati entusiasticamente testati in una grande capitale europea. E che sono belli, specie quando sono illuminati di sera.

Ma perché ci sono… dove sì e dove no? Semplice la riposta. Dipende dal fatto che non tutti i commercianti hanno aderito, versando il quantum di contributo previsto. Ecco perché i “buchi”. Ad esempio, delle banche, una sola ha detto di sì e ha versato. Le altre si sono chiamate fuori. Lo stesso vale per numerosi negozi “renitenti” a scucire l’obolo. Quel che è certo è il fatto che gli alberelli addossati alle pareti sono carini. E piacciono. Alle persone. Ma specialmente agli esponenti della razza canina che non disdegna di farci qualche schizzetto di “approvazione”.

Lo abbiamo visto e registrato. Ma abbiamo anche raccolto la testimonianza del principe dei barbieri e re dei profumieri. Parliamo di Alberto Bottini, che dichiara: “Ho sprecato una bottiglietta di profumo per mandar via il cattivo odore da questi alberelli”. E spiega: “Tanti padroni fanno gli indifferenti mentre la bestiola si libera la vescica”. Ci si chiede: l’obbligo della bottiglietta d’acqua è reale o solo chiacchiera? Fra poco è Natale. Orate, fratres? Orinate, canes.

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