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INVIATO CITTADINO Spopola, al parco dei Rimbocchi, il Mercatino svuota cantine

Sta prendendo piede per numero di espositori e clienti. "Si può portare a casa un giocattolo con cinquanta centesimi, una borsa a tre euro, una camicia o un vestito a 5 euro"

Spopola, al parco dei Rimbocchi, il Mercatino svuota cantine, la Brocante di Perugia ((12) La Brocante di Perugia | Facebook). Sta prendendo piede per numero di espositori e clienti. Oltre a quanti vi si recano per semplice curiosità. Ma non c’è nessuno che ne esca a mani vuote: tante sono le occasioni e infimi i prezzi. Dalle 9 alle 18. Nove ore a tutto gas. Anche se, nella giornata di ieri, un temporale nel primo pomeriggio ha fatto scappare gli espositori rovinando la festa. Un successo superiore ad ogni aspettativa. Ma la sua mente fondatrice e braccio operativo (Norwena Chiara) aveva espresso fiducia fin dall’esordio. Contando su esperienze analoghe in Italia e all’estero, segnatamente in Belgio, dove la giovane donna è di casa. Sta di fatto che, fin dalla mattinata, singoli e famiglie hanno invaso la zona. Prezzi che definire popolari è un eufemismo. Si può portare a casa un giocattolo con cinquanta centesimi, una borsa a tre euro, una camicia o un vestito a 5 euro.

Si tratta di materiali usati, ma in condizioni eccellenti. Gli abiti puliti, gli oggetti tirati a lucido. Tutti privati gli espositori. Non ci sono titolari di partita Iva e nemmeno mercatari con licenza di ambulante. “Basta – spiegano – prenotarsi e versare un contributo di otto euro per le spese organizzative”. Dice un espositore: “Piuttosto che tenere soffitte o cantine ingombre, spesso di oggetti validissimi, preferisco cederli a un prezzo simbolico, liberandomene e accontentando qualcuno cui interessano”. Gli dà man forte una signora che precisa: “Vede, si tratta di una scelta anche morale. Ridurre l’inquinamento, dare a chi vuol prendere”.

In concreto, il Mercatino “etico” si sta rivelando una decisa occasione di socialità. Basta guardare il bar e le panchine affollati. “Sarebbe bello – commenta qualcuno – se si rimettessero i giochi per bambini, dismessi a causa del degrado. Il Comune li ha rimossi, ma non ha provveduto a ripristinarli o sostituirli. Ormai di ‘parco’ questo ha solamente il nome”. E se accadesse qualcosa di simile a quanto avvenuto al parchetto di via Torelli? Dove un privato ha tirato fuori un paio di migliaia di euro per acquistare giochi nuovi di zecca.

Mai dire mai. E, se vogliamo tradurre il sogno in realtà, non resta che donare una decina di euro a testa fra utenti, residenti di prossimità, perugini interessati al buon andamento degli spazi sociali cittadini. Chiedo ad Antonio Lusi (a sua moglie Monica) e alla Associazione Mirò di farsi promotrice e capofila dell’iniziativa. Una colletta? NO: una città solidale.

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