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Foto di Francesco Cova

Foto di Francesco Cova

Inviato Cittadino - Sperandio, missione compiuta: riaperta la strada

Un lavoro decisamente ben progettato e diligentemente eseguito, eppure manca quella ciliegina sulla torta che avrebbe fatto esultare utenti e residenti in specie. Il limite è costituito dalla incompleta ribitumazione: sono stati infatti lasciati in cattive condizioni poche decine di metri a valle

Sperandio, missione compiuta… con qualche critica dei residenti che dicono “Abbiamo fatto 30, potevamo fare 31”. Riaperta ieri l’importante strada urbana, già soggetta a una frana rovinosa.

Un lavoro decisamente ben progettato e diligentemente eseguito, l’intervento di consolidamento della frana, messa in sicurezza della casa sottostante e del marciapiede. Luogo intensamente percorso anche a piedi, specialmente da genitori e bambini che si recano alla scuola (dell’infanzia-primaria) soprastante.

L’Inviato Cittadino fu il primo ad accorrere, a incidente appena avvenuto: avvertito dal medievista Franco Mezzanotte e da sua figlia, l’avvocatessa Alessia [Crolla il muro dello Sperandio a Perugia, interrotta la strada (perugiatoday.it)], con reportage fotografico. Entrambi avevano ampiamente previsto l’evento di cui si avvertivano palesi i segni premonitori su quel marciapiedi fratturato e in predicato di crollo [Il marciapiede di via Sperandio sta crollando a valle. Urge intervenire (perugiatoday.it)].

Dopo la circostanza traumatica, strada transennata, intervento pronto ed efficace, in regime di necessità e urgenza.

I lavori sono stati eseguiti ad arte, come documentano le foto in gallery. Il muro di sostegno della scarpata rifatto ex novo, dato che il precedente era rovinato clamorosamente su rimesse, garage e legnaie sottostanti, generando non poco spavento e costernazione nell’ingegnere Mirco Rossetti che ne è proprietario.

Il marciapiedi ben rifatto con granigliato antiscivolo. Il fondo stradale ricostituito, la bitumazione perfettamente rinnovata.

Eppure manca quella ciliegina sulla torta che avrebbe fatto esultare utenti e residenti in specie.

Il limite è costituito dalla incompleta ribitumazione: sono stati infatti lasciati in cattive condizioni poche decine di metri a valle. Dicono i residenti: “Non disperiamo che completino fino al termine della strada. Per ora è decisamente fastidioso: un lavoro imperfetto”. Ma ormai è tropo tardi: speranza delusa.

Aggiunge un altro: “Potevano chiederci un contributo per pagare il bitume: avremmo fatto la nostra parte, anche se non ci toccava”.

La seconda osservazione – proposta anche dall’amico Francesco Cova – è relativa al marciapiedi. “Non si capisce – dice – perché abbiano rifatto il piano di calpestio con la formula antiscivolo nella parte superiore, pavimentando la parte residua con brutto catrame”.

Si sottolinea come, peraltro, “i costi sarebbero stati assai contenuti, dati i pochi metri da completare con lo stesso tipo di intervento”.

Insomma, come si dice: “Hanno fatto trenta… potevano fare trentuno”. Difficile dar torto alle osservazioni proposte. Ma ormai è tardi. Che guastino il marciapiede è speranza vana. Sebbene il titolo della strada (generato dall’ex convento a valle) si rifaccia alla scritta “SPERA IN DEO”. Che è come dire: mai dire mai. Altrimenti, varrà il detto perugino: “Sémo andati a Roma senza vedé l Papa”.

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