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INVIATO CITTADINO Si restaura la più antica Madonna delle Grazie esistente a Perugia

A Santa Maria Nuova, alla Pesa, sotto le cure di Giovanni Manuali

È l’effige più antica conservata in città. Fu staccata da dentro la Rocca Paolina all’atto della demolizione della chiesa e delle case dei Baglioni.

La pietà popolare la volle salvata e portata in Santa Maria Nuova, dove fu inserita in un altare dedicato, di modeste dimensioni.

Tanto che – come ritiene il princeps restituorum Giovanni Manuali – ne fu amputata la parte bassa. L’immagine doveva infatti essere a figura intera, come quella in cattedrale. Lo riporta anche la scritta di cantiere che recita “… di una porzione di affresco”.

Secondo Manuali, infatti, la Vergine è stata tagliata alla vita. E la circostanza risulta abbastanza evidente anche agli occhi del profano.

Si è trattato di un “trasporto”, più che di un distacco. Tanto che la parte superiore è sostenuta da una trave di legno, per tenerla compatta.

È anche possibile che nello strapparla (intervento effettuato rozzamente e portando via i materiali fittili e lapidei retrostanti), la parte inferiore ne uscisse danneggiata. Ma è più ragionevole supporre che il taglio sua dovuto alla necessità di adattarla all’altare di piccole dimensioni, ricavato sul fianco sinistro dell’ingresso principale, quello su via Pinturicchio (ve n’è un secondo, da via del Roscetto, oggi laterale, che viene da alcuni indicato come più antico).

L’opera è caratterizzata da una certa rusticità.

Purtroppo porta anche i segni di interventi inadeguati e sovrapposizioni che andranno rimosse. L’intenzione di Manuali è infatti quella di recuperare quanto resta (pare non molto) dell’opera originale.

Che risale inequivocabilmente al 3-400 ed è di autore ignoto.

Si tratta della più antica rappresentazione fra le quattro esistenti a Perugia. Anch’essa di ascendenza bizantina, riconoscibile dalle mani aperte frontalmente (epansis manibus in un gesto di preghiera).

La più nota e venerata è di certo quella effigiata sulla colonna della chiesa cattedrale, attribuita a Giannicola di Paolo. Anche se c’è chi – come Elvio Lunghi – sostiene “è verosimile che la Madonna delle Grazie sia stata dipinta dal Perugino insieme allo Sposalizio della Vergine di Caen, un tempo nel duomo di Perugia”.

Ve ne sono altre: una perfino nel tempio di Sant'Angelo. La più famosa resta quella del monastero delle clarisse di S. Agnese: affresco della “Madonna delle Grazie e Santi” del Perugino. Oltre a quella nella chiesa di S. Agostino, certamente posteriore.

Aggiungo che anche lo storico organo è in fase di restauro sotto le mani di Eugenio Becchetti. 

Foto - Interventi di restauro in S. Maria Nuova, alla Pesa

(Foto esclusive Sandro Allegrini)

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