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Si chiamano Elisa Costantini ed Enrica Arcangeli, hanno donato al Manu e alla collettività un anno di lavoro

Sono state selezionate nell’ambito del progetto “Cultura Giovani Umbria” e hanno presentato il consuntivo della loro attività

Si chiamano Elisa Costantini ed Enrica Arcangeli, volontarie del Servizio civile. Hanno donato al Manu e alla collettività un anno di proficuo impegno i cui frutti ricadono sul versante socio-culturale. Sono state selezionate nell’ambito del progetto “Cultura Giovani Umbria” e, proprio stamane, hanno presentato il consuntivo della loro attività.

Sono state assistite da figure di solida preparazione e nota disponibilità: la direttrice del Manu Luana Cenciaioli, con le archeologhe Tiziana Caponi e Mafalda Cipollone, unitamente a Emanuela Casinini.

È toccato alla direttrice mettere in luce l’importanza di stringere a doppia mandata il rapporto tra istituzione museale e società, con particolare riguardo alla presenza delle nuove generazioni, portatrici di idee innovative, da corroborare alla luce dell’esperienza dei tutor nei percorsi di formazione.

Ma in cosa si sono impegnate le due volontarie?

Dice la direzione: “Si è puntato soprattutto sulla valorizzazione del sistema museale, fornendo supporto all’attività di informazione e promozione, all’allestimento di mostre, all’organizzazione di attività didattiche”.

Con quali esiti?

“Risultati di sicuro interesse e di eccellente livello”.

Quali le esperienze più significative condotte in quest’anno di formazione?

“Un’esperienza che ha fornito particolare soddisfazione è consistita nella visita guidata al museo a favore di con un gruppo di affetti da Alzheimer del centro Fontenuovo. A dimostrazione del fatto che la cultura arricchisce, contribuendo a mantenere fresca la mente e viva la sensibilità”.

C’è dell’altro?

“Di rilievo anche la collaborazione prestata nella catalogazione e inventariazione dei reperti conservati nei magazzini”.

Che dire? Il Museo è aperto ai giovani perché si riannodi il filo rosso del sapere che lega le generazioni e che fa della cultura una solida risorsa, sempre condivisibile.

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