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Il portico inferiore della Leonardo da Vinci diventa un dormitorio per homeless e sbandati

Era già successo alcuni anni fa. L'invito a sgomberare materassi, cartoni, coperte e avanzi di cibo

Il portico inferiore della Leonardo da Vinci diventa un dormitorio per homeless e sbandati. Era già successo anni fa quando, nei sotterranei delle fondazioni, si erano installati tossici e barboni, sino a farne un luogo di sporcizia e malaffare. Siringhe sparse dentro e fuori, indumenti sporchi, deiezioni.

L’Inviato Cittadino, allora docente in quella scuola, si batté perché si chiudesse l’accesso (come poi venne fatto) con cancelli e catene. Una volta c’era scappato anche il morto e quella situazione era diventata insostenibile, specie in un luogo di educazione dei giovani. E dire che l’allora dirigente ebbe l’impudenza di minacciare (al sottoscritto) provvedimenti sanzionatori per aver scoperchiato il pentolone della vergogna. Naturalmente, fu l’incauta dirigente a ricevere ammonimenti e censure. E a scusarsi.

Ora si rifà il bis. Anche se la droga, stavolta, non c’entra. Difatti, sul portico a valle, quello aperto verso il parco, sono disposti alla rinfusa un materasso, con relative coperte e lenzuola. Più qualche sacca di indumenti e accessori, insieme a residui di cibo. È peraltro facile immaginare dove l’inatteso ospite svolga le fisiologiche funzioni. Non riuscirà a penetrare nell’edificio il cui cancello (siamo nella parte bassa, sede dei laboratori) è robustamente serrato da catene e lucchetti. Ma che debba restare lì è fuori questione. Insomma: pare il caso di sloggiarlo, e alla svelta.

Il personale ausiliario (evidentemente, su disposizione della dirigente) ha messo un po’ d’ordine in quel bailamme. Ha nascosto dietro il materasso stracci e borse, tanto per rendere meno impattante la vista di quel disordine. È stato anche affisso un volantino che recita: “Si prega di togliere le sue cose, altrimenti siamo costretti ad avvisare le autorità di competenza. Grazie”.

Un avviso gentile, in linea di continuità con lo stile della scuola. Ma una condizione intollerabile, da risolvere al più presto. Con la speranza che non abbiano a ripetersi le situazioni spiacevoli del passato. Tutto prima della ripartenza. Si spera.

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