Giovedì, 29 Luglio 2021
Attualità

INVIATO CITTADINO Ricorre oggi un anno dalla scomparsa di Giuseppe Fioroni, maestro d’arte e di vita

Una morte improvvisa e mai troppo compianta, che ha privato gli amici e la città di un’insostituibile risorsa

Ricorre, oggi 17 luglio, un anno dalla scomparsa di Giuseppe Fioroni, maestro d’arte e di vita. Una morte improvvisa e mai troppo compianta, che ha privato gli amici e la città di un’insostituibile risorsa.

Impossibile ricordare le centinaia di situazioni che hanno visto coinvolti musicisti, pittori, scrittori, intellettuali perugini e del milieu nazionali. Le presenze, alla sua Galleria Artemisia di via Alessi, erano sempre numerose e qualificate. E trovavano sempre, sorridente e puntuale, la compagna di vita Rita Giacchè.

Tanti i doni di Peppe alla città, a ricordo perenne della sua generosità. Penso al Grifo sulla Settevalli, al Gallo di Corciano, alla ceramica “felliniana” di piazzetta del Duca al Carmine. Opere grandi, come l’animo e l’arte chi le ha realizzate.

Peppe pittore, scultore ceramista, scrittore, versatile suonatore polistrumentista, demoantropologo, depositario di saperi iniziatici, business man. Gourmet raffinato, enologo di vaglia, bon vivant. E tanto altro.

Peppe che ti precedeva nel dono, senza lasciarti nemmeno chiedere. Era così con tutti. Peppe che regala la fisarmonica a un artista di strada. Peppe che fa del bene e non lo dice. Le opere di bene, qui e nel mondo. Il Malawi, diocesi di Chipini, con la sua scuola di arti e mestieri, in memoria della figlia prematuramente perduta.

Un vulcano di idee, una mente elastica, una memoria formidabile. Abbiamo salvato dall’oblio musica popolare e memorie contadine con l’amico Mirco Bonucci che le ha raccolte e pubblicate.

Stargli vicino significava sentirsi sicuri, amati. Peppe aveva una capacità unica di donare e di donarsi.

Le sue idee divenivano concretezza nel momento stesso in cui le pensava: ricordo mostre, presentazioni, imprese marcate da amicizia e complicità, nate da una battuta.

Fino a quel premio alla cultura che l’Accademia del Dónca e l’Assessore Leonardo Varasano ebbero la felice intuizione di conferirgli. Alla Penna, fra amici festanti.

Non aveva bisogno di medaglie o di targhe, Peppe. Ma le accettava come prova di stima e di affetto. Lo rimpiangono anche i recenti amici Marco Brusco e Alessia Cigliano.

La foto in pagina lo ritrae com’era: franco e sincero, sorridente e profondo. Si proponeva com’era, il nostro Peppe, senza pose e infingimenti. Una semplicità permeata d’esperienza, una vita segnata dal dolore e dai dolori. Ai quali si era opposto con la fermezza del cuore, senza inutili querimonie. A ciglio asciutto. Sempre. Grazie, per aver seminato col sacco, più che con la mano.

È passato un anno da quel giorno doloroso della scomparsa. Ma il dolore è fresco, acuto e penetrante come fosse ieri. Un’assenza che si traduce in perenne presenza. In desiderio di confronto. Nel ricordo e nel rimpianto. Memorie, salvate, forse, da una cravatta e una pochette. Che esaltano un mondo di calore e di colore. Quello di Peppe. Quando li metto, è un rito di presenze. Finché avrò vita. Peccato che a noi umani non sia concesso di dire “per sempre”. Ché questo vorrebbe il cuore.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

INVIATO CITTADINO Ricorre oggi un anno dalla scomparsa di Giuseppe Fioroni, maestro d’arte e di vita

PerugiaToday è in caricamento