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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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INVIATO CITTADINO Sant'Ercolano, i cocciai derutesi sembrano aver trovato posto

Si fa per dire. Perché spesso (è accaduto anche qualche giorno fa) il posto dove dovrebbero mettere su banco è impegnato da auto in sosta irregolare. Allora che si fa? Si chiama la Municipale?

S. Ercolano. I cocciai derutesi sembrano aver trovato l’ubi consistam. Si fa per dire. Perché spesso (è accaduto anche qualche giorno fa) il posto dove dovrebbero mettere su banco è impegnato da auto in sosta irregolare. Allora che si fa? Si chiama la Municipale?

Manca il segnale. Il fatto è che sarà impossibile elevare contravvenzioni perché manca il cartello che indica il divieto di sosta per i giorni di martedì e sabato, quando c’è mercato.

Insomma: è una novità. Ma un cartello costa relativamente poco e non sarebbe un problema ordinarlo e posizionarlo. Analogamente a quanto è stato fatto in piazzetta Puletti e nei luoghi in cui si tiene mercato.

Il vantaggio di un posto fisso. Quanto alla logistica, pare che questa collocazione non dispiaccia ai cocciai. Prima di tutto perché è meglio avere un posto fisso che uno ballerino, come nella precedente situazione. Quando si oscillava fra piazza Italia, piazza Matteotti e piazza Vattelapesca. Essendo legati all’apertura o chiusura della Banca d’Italia, a manifestazioni davanti a palazzo Cesaroni, a (grandi e piccoli) eventi fissi o variabili. Insomma. Meglio stare sempre nella stessa collocazione, daccapo al Borgo Bello.

E dopo la conclusione dei lavori? Certo è che l’aspirazione dei cocciai resta quella del ritorno in piazza Danti, una volta ultimati i lavori alla facciata della cattedrale. Staremmo a vedere se la politica deciderà per lo sfratto permanente o se riprenderà la tradizione bisecolare dei cocciai in piazza Danti.

Cosa significa riqualificazione? Ci si chiede, insomma, se – sotto la parola “riqualificazione” – si intenda una risistemazione organica, con l’eliminazione dello scandalo delle auto in sosta. O se invece si lavori più alla “pars destruens” che alla “pars construens”, secondo la logica del metodo baconiano. Reminiscenze di filosofia liceale. Attualizzazione di logica politica dominante.

PS: Chiedo scusa se ho dato per scontata la conoscenza del filosofo Francis Bacon. Un’impropria generalizzazione.

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