INVIATO CITTADINO Il recupero dell’ex teatrino delle suore di Ponte Felcino diventa terreno di battaglia

E'sorta una diatriba circa i compensi attribuiti alla compagine di progettisti che si sono adoperati per il recupero

Il recupero dell’ex teatrino delle suore di Ponte Felcino (oggi intestato al nome e alla memoria di Danilo Riccini) diventa terreno di battaglia. Ne parlammo un paio di anni fa, quando, dopo decenni di abbandono e di degrado, a seguito di un lungo periodo di progettazione e di gestazione dei lavori, quella gloriosa struttura fu riportata a nuova vita (il teatrino fu restituito alla comunità, e inaugurato, domenica 7 maggio 2017). Rimesso in efficienza, venne proposto alla collettività nella sua polivalenza, che lo rende atto ad ospitare non solo spettacoli, ma eventi sociali e culturali di varia natura.

Fu il frutto dell’azione congiunta dell’ART (Associazione per la rinascita del teatrino, nata nel 1995) e della popolazione che ha conferito contributi volontari. Ci mise del suo anche la CEI che si accollò la metà degli oneri economici. Insomma: un’operazione felicemente conclusa. E oggi la comunità ponteggiana ne va legittimamente orgogliosa.

Ora è sorta una diatriba circa i compensi attribuiti alla compagine di progettisti che si sono adoperati per il recupero. Si tratta, nel complesso, di sette figure professionali, compensate con un importo di circa 70 mila euro. Divisi in parti proporzionali all’impegno profuso e alle funzioni svolte. Ora qualcuno afferma che quei compensi siano stati eccessivi, quando invece a PerugiaToday risulta che le prestazioni sono state scontate di almeno il 30% sui tariffari professionali.

C’è da aggiungere che quelle spese e quegli importi sono stati verificati e “bollinati” da un soggetto terzo che ne ha dichiarata la congruità. Ogni polemica dovrebbe, dunque, essere rimossa. Nessuno ha rubato niente né si è approfittato economicamente di nessuno. Anzi.

Ora, aggredire coloro che hanno lavorato alla realizzazione di quel progetto, con compensi equi (anzi, scontati) non pare operazione legittima. Ma saranno quegli stessi professionisti a difendersi, ammesso e non concesso che abbiano commesso scorrettezze o tenuto comportamenti inappropriati. Lo faranno, naturalmente, nelle sedi, nei tempi e nei modi che decideranno di adottare.

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