rotate-mobile
Attualità

INVIATO CITTADINO Quando la Jena Mauro Casciari promuove (in lingua perugina) il crowdfunding per gli Arcacci

Il Circolo Ponte d’Oddi ha promosso l’iniziativa che punta a raccogliere i 10 mila euro necessari

Siamo ben lontani dal raggiungere quella cifra. Eppure non si demorde.

La finalità nobilissima è quella di ripulire la zona degli Arcacci dell’antico Acquedotto, tra San Marco e Ponte d’Oddi, al fine di consentire una fruizione adeguata di questo bene storico-architettonico a forte connotazione identitaria.

Banale ricordare la storia dell’Acquedotto che da Monte Pacciano adduceva il prezioso liquido alla Fontana di Piazza.

Intanto circola in rete il promo di Mauro Casciari, ex Jena, oggi braccio destro di Fiorello. Lo slogan suona “(ri)Diamo vita agli Arconi”.

Mauro usa espressioni perugine di sicuro interesse.

Rivolgendosi agli incerti, li rimprovera di essere de coccio, intendendo “duri di comprendonio”.

Dichiara di esprimersi nella lingua del Grifo sinnò nn acapite e  dice che sopra gli Arcacci (qui compare un fotomontaggio con lui sopra un’arcata) n ce s’ariva.

Queste ed altre, a noi ben comprensibili, le espressioni in perugino che Mauro ci rivolge. Senza trascurare il classico brodin de dado. Impossibile non citare il riferimento alla poesia di Spinelli che sottolineava come il perugino verace si riconosca da come pronuncia la D di ‘dado’.

Per parte sua, l’amico Cesare Barbanera del Circolo Ponte d’Oddi ci scrive: “Portiamo a conoscenza di tutta la cittadinanza che, dopo una settimana dal lancio della raccolta fondi per ‘(ri)Diamo vita agli Arconi’ del vecchio acquedotto medievale di Perugia, la somma fin qui raccolta è di 550,00 euro".

Aggiunge: "Potete effettuare la vostra offerta riportando l'IBAN qui di seguito indicato con la causale: Ripuliamo l'acquedotto IBAN IT90S0707503002000000624097, intestatario Circolo Ponte D'Oddi APS. Aderendo alla piattaforma https://sostieni.link/34561".

Precisa: “Oppure, come qualche cittadino ci ha chiesto, si può fare una donazione direttamente presso i locali del Circolo Ponte d’Oddi, alla sig.ra Erminda, la quale rilascerà la dovuta ricevuta di versamento”.

Ciò detto, abbiamo compiuto il nostro dovere di cives perusini

NOTA storico-linguistica. Il termine con suffisso disperagiativo Arcacci (che in dialetto vale anche “vomitare”) è legato probabilmente al fatto che si tratta di strutture rustiche, immerse in zone periferiche, realizzate con materiali grezzi, destinati a funzioni di servizio e non estetiche. Oggi sembra opportuno mantenere tale popolare definizione anche per distinguerli dagli Arconi, termine con cui si indicano ormai quelli sottostanti il Palazzo del Bargello e adibiti a biblioteca. Ad avviso dell’amico Rino Fruttini, sarebbe opportuno definire questi ultimi come Voltoni. Probabilmente ha ragione, ma la vulgata prevale ormai inevitabilmente.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

INVIATO CITTADINO Quando la Jena Mauro Casciari promuove (in lingua perugina) il crowdfunding per gli Arcacci

PerugiaToday è in caricamento