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INVIATO CITTADINO Premiato lo studioso Lamberto Ferranti

All’Ambasciata slovacca a Roma, per le sue ricerche storiche

Libri di notevole valore che fanno onore alla cultura italiana.

Il 23 maggio Lamberto ha ricevuto, dall’Associazione M. R. Štefánik e dall’Associazione dei Generali Slovacchi (entrambe di Bratislava, gemellata con Perugia), un’onorificenza per l’opera di diffusione della storia dell’ex Cecoslovacchia e della memoria del generale Milan Rastislav Štefánik, che in Slovacchia è considerato il Padre della Patria.

L’evento è stato ospitato presso l’Ambasciata slovacca in via dei Colli della Farnesina, a Roma.

Madrine della manifestazione sono state S.E. Karla Wursterova, Ambasciatrice slovacca in Italia, e la dott.ssa Lubica Salvatova Baiocchi, Consigliere d’Ambasciata.

Per quel che riguarda i libri, oggetto di persuaso apprezzamento, il primo si intitola “La legione Cecoslovacca d’Italia nel processo di formazione della Cecoslovacchia”, ed è stato tradotto e pubblicato sia in Repubblica Ceca (Titolo: Iluzorní Spojenectví) che in Repubblica Slovacca (Titolo: Československo 1919), mentre il secondo  si intitola “L’onore di un uomo è la sua libertà – La legione ceco-slovacca dall’Umbria a Praga e Bratislava” (di cui ho avuto modo di occuparmi in veste di prefatore).

Lamberto Ferranti racconta le vicende della Legione ceco-slovacca in Umbria

La prima opera tratta del contesto europeo nel quale si formò la Legione Cecoslovacca, costituita soprattutto da prigionieri di etnia ceca e slovacca, inquadrati nell’esercito dell’Austria-Ungheria che, fino al 1918, comprendeva nei suoi confini i Paesi Cechi (Boemia e Moravia) e la Slovacchia.

Sul finire del conflitto, e grazie ad un accordo tra il nostro governo dell’epoca e quello del nascente Stato Cecoslovacco, ai prigionieri di guerra cechi e slovacchi fu concesso lo status di militari e offerta la possibilità di schierarsi al fianco delle truppe italiane. Ciò permise alla neonata Cecoslovacchia di sedersi da stato vincitore al tavolo della conferenza di pace di Versailles del 1919.

Foto - Premiazione dello studioso Lamberto Ferranti

Alla fine del conflitto, questa formazione armata, completamente equipaggiata dal nostro Paese e comandata da ufficiali italiani, si trasferì in Slovacchia per liberarla dal dominio ungherese e donarle l’occasione per fondersi con Boemia e Moravia, dando così origine alla prima Repubblica Cecoslovacca, scissasi poi nel 1992 in Repubblica Slovacca e repubblica Ceca (i due Stati sono entrambi ufficialmente nati il 1° gennaio 1993).

Per ciò che attiene invece al secondo libro, esso tratta della nascita della legione nelle principali città dell’Umbria e di come, tra gli umbri e i militari cecoslovacchi, nacque subito un sentimento di forte amicizia e sincera solidarietà.

PS. Pecchiamo di vanità, ma è un onore per questo giornale, ricordare che un nostro servizio uscito su queste colonne è stato inserito sul sito del Ministero della Difesa Ceco. Del che il nostro, direttore, Nicola Bossi, ebbe pubblicamente a compiacersi

Il nostro servizio sulla figura di Josef Matuska è stato inserito nel sito del Ministero della Difesa Ceco

  

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