rotate-mobile
Attualità

INVIATO CITTADINO Piazza Italia. Palazzo Calderini perde pezzi. Piombati a terra frammenti di un fregio fittile angolare

E le transenne stanno lì dal 17 maggio. Inamovibili

È stato il primo condominio cittadino, realizzato su progetto di Guglielmo Calderini. Un progetto innovativo per più d’una ragione.

Primo, perché i perugini non erano abituati a condividere porzioni di una proprietà comune.

Secondo perché si trattò di un edificio realizzato con classe ed eleganza, come si conveniva al ceto borghese che se ne innamorò. Capitelli, medaglioni, teste umane e leonine la fanno da padroni, anche nel sottotetto.

I fregi marcapiano e le decorazioni che punteggiano il palazzo sono usciti dalla fabbrica Biscarini-Angeletti del Borgo Bello, via del Laberinto. Mascheroni simili a quelli del vicino Palazzo Cesaroni, fregi e due grossi scudi angolari fittili di stile fra il neoclassico e il liberty.

La frattura e il crollo. Si tratta di uno scudo ondulato con la scritta SOCIETA circondato da nastro e sormontato da un trionfo di fiori e frutta.

Un crollo imprevisto. Ora uno di quei due elementi ornamentali, quello ad angolo con la via Marzia, ha perso dei frammenti. Che sono stati recuperati e consegnati al responsabile del condominio.

Foto - Palazzo Calderini perde pezzi

(Foto esclusive Sandro Allegrini)

L’apposizione delle transenne. Il Cantiere comunale, allertato da Vigili del Fuoco e Municipale, ha piazzato delle transenne che occupano il marciapiede per una decina di metri. Giusta precauzione per la salvaguardia della sicurezza dei pedoni.

Ulteriori sopralluoghi sono stati compiuti nei giorni successivi per verificare lo stato di tenuta delle  decorazioni che sono, ovviamente, fissate ex post. Pare che nulla vacilli. Ed è quanto tutti auspicavamo.

Sono passati sei mesi e nulla si muove. Ma a questo punto ci si aspetterebbe che i danni siano stati riparati e le transenne tolte di mezzo. Manco per idea!

La cortese, ma ferma protesta del negozio Profumeria Emilio, in vita da ben 76 anni. Dicono: “Quelle transenne ci nuocciono, togliendoci visibilità”.

L’assurdo del cestino rifiuti imprigionato dentro le transenne. Pare inconcepibile, ma qualcuno ha incapsulato il porta immondezza  addirittura fra le transenne. Di modo che non è raggiungibile. Credo quia absurdum (foto)

Il pericolo per i pedoni. I passanti si guardano bene dall’avvicinarsi. E, oltretutto, devono scendere sulla sede stradale, esponendosi al rischio di essere investiti.

E la sosta abusiva costante. Un altro dei problemi è costituito dalla sosta, tra marciapiedi e sede stradale, di  gente che si ferma anche a lungo. Così, al disagio delle transenne si somma quello dei veicoli.

E, infine, le consegne dei vettori dopo le 10:00. Com’è noto, la consegna delle merci con accesso libero in acropoli è ammessa fino alle 10:00. Dopo di che è attiva la ZTL che non si può violare, pena contravvenzione. “Ebbene – dice la titolare della Profumeria Emilio – non sono pochi i trasportatori che piazzano il mezzo tra le transenne e la sede stradale. Se ne vanno a consegnare i colli e tornano quando possono”.

È ora di porre fine al disagio. Stando così le cose, urge intervenire. Ripristinando quello storico fregio e, conseguentemente, togliendo di mezzo lo sfregio di quelle impattanti transenne.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

INVIATO CITTADINO Piazza Italia. Palazzo Calderini perde pezzi. Piombati a terra frammenti di un fregio fittile angolare

PerugiaToday è in caricamento