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INVIATO CITTADINO Perugia, commercio nell’acropoli: i saldi sono un buco nell’acqua

Le presenze latitano, affari sotto zero. Ma quale ripresa? Manco una ripresina! E, per giunta, il maltempo

Commercio nell’acropoli. Bambole, non c’è una lira. I saldi sono un buco nell’acqua. Le presenze latitano. Affari sotto zero. Ma quale ripresa? Manco una ripresina! E, per giunta, il maltempo.

Stiamo facendo meno dell’anno scorso. Dicono, fuori dai denti, commercianti e ristoratori.

Non bastasse la  crisi, ci si mette pure la Municipale a fare le multe. Questa la diffusa lamentela di quanti occupano spazi pubblici in corso Vannucci, Piazza Matteotti e via Mazzini.

“Vengono qui – dicono – con la fettuccia in mano e ci appioppano multe da 150 euro a botta”.

Tutto perché abbiamo sforato mettendo un paio di tavolini in più, la sera. L’unica volta in cui ci sono clienti  che non si possono mandare via. “Có sta bruscia!”, come si dice in perugino.

Purtroppo la pandemia lascia il segno. Anche i fedelissimi del jazz hanno dato forfait e le presenze sono inferiori a quanto sperato.

Purtroppo, commentano, la mancanza degli eventi in piazza, quelli che attirano gente con l’appeal della fruizione libera e gratuita, ci ha dato il colpo di grazia. È vero che sono stati negati i permessi: prudenza sacrosanta. Ma noi, che aspettavamo questa occasione per rifarci, siamo francamente delusi. Come si dice a Perugia: “Avémo fatto l bregno” (per intendere la piegatura del labbro inferiore di chi ci resta male).

E gli europei? Anche quelli, sono risultati più grandinata che vendemmia. C’è chi si è fermato per ore consumando un misero hamburger. E, in qualche caso, l’entusiasmo ha fatto danneggiare sedie e ombrelli. Insomma: quasi una rimessa.

E poi ci si mettono anche le polemiche fra commercianti. Come gettare sabbia negli ingranaggi, già rugginosi per conto proprio. 

In qualche caso, gli interventi della Municipale sono stati sollecitati dalle proteste di qualche negoziante che lamentava un eccessivo allargamento dei tavolini, tale da ostacolare l’accesso dei suoi clienti. Da qui le multe. Inevitabili. Di che vi lamentate? Siete stati voi a chiamarci in causa per sistemare chi ha abusato degli spazi. Insomma: una guerra tra “poveri”, un beccarsi reciproco, come i quattro capponi di Renzo Tramaglino.

Insomma: un bilancio con tanto rosso e poco verde. Anzi: siamo rimasti… al verde. E, come si dice, non ci resta che piangere. Se non cambia qualcosa, nella politica degli accessi, se non si supera la pandemia, se non si spende, se… se… se…il Centro è morto. Per sempre.

 

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