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Il marciapiedi di piazza Ansidei, sbriciolamenti e segnali provvisori

Il marciapiedi di piazza Ansidei, sbriciolamenti e segnali provvisori

Inviato Cittadino - Piazza Ansidei, quel marciapiede sbriciolato è tutto da rifare. A quando l'intervento?

L'attuale situazione rappresenta un rischio e un disagio per pedoni e attività adiacenti. Tra via Baldeschi e piazza Ansidei è tutto un trafficare di mezzi e di vetture in sosta

Piazza Ansidei, quel marciapiede sbriciolato è tutto da rifare. Pena una situazione di rischio e disagio per pedoni e attività adiacenti. Tra via Baldeschi e piazza Ansidei è tutto un trafficare di mezzi (più o meno autorizzati) e di vetture in sosta. Con scarso o punto riguardo nei confronti di chi va a pedagna.

Un tratto di marciapiede esiste solo tra la fine di via Baldeschi, il margine di piazza Ansidei e l’intersezione con via Ulisse Rocchi. Ma, per lo stato in cui è ridotto, le alternative sono due: o lo si rifà decentemente (soluzione dignitosa), o lo si elimina, stendendo uno strato di catrame (soluzione distruttiva, ma economica e in genere seguita, perché più facile).

Lo stato attuale è tale che passarci a piedi equivale a scapicollarsi. Tanto che il Comune ci ha opportunamente piazzato un segnale: soluzione provvisoria. Situazione che, stando alle statistiche, rischia di divenire definitiva (è ben noto che, da noi, non c’è nulla di più definitivo del “provvisorio”).

Intanto le vetture ci passavano sopra, scagliando frammenti di pietra all’intorno, anche in una adiacente trattoria tipica ben frequentata.

Ora il segnale (provvisorio) impedisce a pedoni e vetture di transitare su quel tratto. Ma, così facendo, la carreggiata si è notevolmente ristretta.

Una soluzione immediata è quella di eliminare il posto auto di fronte alla trattoria, in modo da rendere agevole il passaggio. Soluzione “temporanea”, ma di certo ispirata a buon senso.

Già, ma perdere un posto macchina significa rinunciare all’introito della sosta. Ci si chiede: per il Comune è più importante salvaguardare i diritti e la sicurezza del pedone o tutelare gli interessi di una società di servizi a capitale privato? La domanda non dovrebbe nemmeno porsi. In un Paese civile.

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