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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Firmitas, utilitas, venustas. Svettano in cattedrale i parametri dell’architetto romano Vitruvio

La frase è estrapolata dal trattato “De Architectura”

Firmitas, utilitas, venustas. Svettano in cattedrale i parametri dell’architetto romano Vitruvio (“De Architectura”, I secolo avanti Cristo).

Posizionata, davanti ai ponteggi montati della cattedrale, la simulazione della facciata. Cosa ottima, e ormai ordinaria, sebbene costosa. Per non privare i perugini e i turisti della vista delle bifore, del crocifisso del Ciburri. Piccola svista: l’icona della statua bronza di Paolo III di Vincenzo Danti compare due volte: essendo avanzata rispetto alla fotografia che la riproduce. Ma, come si dice, “melius abundare quam deficere”.

E veniamo al riquadro con la scritta dei parametri vitruviani. Che significano, rispettivamente, come si debba definire un’architettura che abbia carattere di validità.

Firmitas è la solidità statica e materiale.

Venustas è la bellezza estetica, ordinariamente conferita dall’armonia delle proporzioni.

Utilitas è l’utilità funzionale. Insomma: ogni architettura è progettata in base ad una determinata funzione e senza di essa cesserebbe la sua ragion d’essere.

Caratteristiche che appartengono tutte alla chiesa cattedrale perugina.

A nostro modesto avviso, quella scritta ci sta benissimo, per forma e contenuto.

Avanzo un’ipotesi: ho la convinzione che la scritta sia un’idea del re del cachemire, filantropo umanista e filosofo.

Comunque sia, una spruzzata di cultura ci sta sempre bene. Specie in una città come Perugia che della cultura è persuaso alfiere. Da sempre. E, data la presenza eccezionale di turisti, mai come oggi.

2 I parametri vitruviani dell'architettura-2

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