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INVIATO CITTADINO La Stagione teatrale 2023-24 al magionese Mengoni fa concorrenza al blasonato Morlacchi

Un ventaglio di spettacoli, di cui ben 4 in prima nazionale e 7 in esclusiva regionale

Frutti maturi del sodalizio instaurato tra il Teatro Stabile dell’Umbria e il Comune di Magione.

Vedremo Andrea Delogu, Giorgio Pasotti diretto da Alessandro Gassmann, Marina Confalone e Mariangela D’Abbraccio in prima battuta.

Ma anche  Mario Perrotta, Gioele Dix. E i classici da Armando Curcio a Giovanni Verga. Senza trascurare  la danza con la Compagnia Abbondanza/Bertoni.

E, a tal proposito, non si dimentichi che proprio il Mengoni ha avuto il coraggio di sperimentare la danza, ben prima che lo spettacolo coreutico venisse a buon diritto accreditato nella stagione teatrale in abbonamento. Cessando, insomma, di rispondere a interessi di nicchia da editui di Tersicore.

Fiore all’occhiello della comunità di fra’ Giovanni da Pian di Carpine, anche in ragione delle forti innovazioni di carattere contenutistico e strutturale legate al teatro Mengoni. Che può oggi vantare anche una riqualificazione energetica e tecnologica invidiabili.

Teatro che ha ormai assunto un ruolo e una configurazione di rango. Merito del direttore Gian Franco Zampetti, della stretta collaborazione con Biancamaria Ragni, dell’avallo di un intellettuale rigoroso e lucido come Vanni Ruggeri, di un sindaco giovane e risoluto come Giacomo Chiodini. Figure che si faranno rimpiangere per lungimiranza di obiettivi e capacità d’innovazione.

Sulla programmazione e sui singoli spettacoli avremo modo di tornare nell’apprezzata rubrica VISTI PER VOI. In cui, more solito, l’Inviato Cittadino darà conto ai lettori del proprio giudizio nel merito.

Detto tra noi. Fino a qualche anno fa, la programmazione del Mengoni scontava diversi handicap. Il primo dei quali era riconducibile al limite dello spettacolo in cartellone per una sola serata. Il che significava accontentarsi di ritagli e frattaglie, anche se di buona qualità, di Compagnie in giro per la regione, utilizzando magari anche il lunedì, classico giorno di riposo.

Come le polpette della nonna, che anticiparono l’economia circolare, il risultato era sempre di buon livello. Grazie alla valentia di quanti erano preposti alle scelte.

Ora siamo addirittura alla competizione col capoluogo. Il che testimonia la vitalità del teatro e il riconoscimento dei valori. Quando ci sono. E, in questo caso, ci sono tutti.

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