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INVIATO CITTADINO La Regione non rivede le convenzioni coi privati

Sono scadute da oltre cinque anni. È una continua (e irrituale) prorogatio

La Regione non rivede le convenzioni coi privati scadute da oltre cinque anni. È una continua, pericolosa (e irrituale) prorogatio.

Spesso, peraltro, anche in presenza di situazioni logistiche che non corrispondono più alle attuali normative. Laboratori di dimensioni anguste, insufficiente aereazione, mancanza di misure igieniche e di percorsi differenziati. Insomma: una serie di limiti che nuocciono alla tutela della salute pubblica.

Errori da matita blu che comporterebbero il ritiro dell’accreditamento, se solo le irregolarità e le inadempienze fossero verificate. Diciamo, con Padre Dante: “Le leggi sonma chi pon mano ad esse?”.

La negligenza non è nuova e fa capo alle precedenti amministrazioni, prima che alla presente. La quale, dal canto proprio, non fa nulla per porre rimedio alla triste faccenda.

“Una volta – dice un esperto di settore – bastava fare la domanda per vedersi automaticamente riconoscere l’accreditamento”.

E oggi?

“Oggi è tutto bloccato, congelato, inamovibile. Da oltre due anni vige il brocardo: ‘Chi è fuori è fuori e chi è dentro è dentro’, come quando si giocava a nascondino. E, in effetti, questo equivale a nascondersi, chiamandosi fuori dalle responsabilità”.

Come mai?

“Le figure professionali, le competenze, i ‘validatori’ sono stati identificati. È stato anche previsto il compenso. Si parla della cifra stratosferica di mille euro al giorno. E si consideri che una verifica accurata di strutture e attrezzature richiede non meno di 4/5 giorni”.

Buttiamo via tutti questi soldi?

“Non si preoccupi. La Regione non spende niente perché niente si muove. Norme di carta che restano… sulla carta”.

Insomma: non controllano?

“Appunto. Chi è già accreditato lo rimane. Chi fa domanda adesso – pur avendo strutture, logistica e prescrizioni seguite alla perfezione – non si vede riconoscere l’accreditamento. Non inizia nemmeno l’iter. Perché non si fa niente. Fa comodo così”.

Con quali esiti?

“Con grave penalizzazione a carico di chi è in regola e attende: infatti, senza accreditamento, coloro che aspettano non possono stringere convenzioni con le Aziende sanitarie. Senza contare il danno di immagine rispetto all’utenza. Come dire: non ti accredito perché non sei in regola. Invece è tutto il contrario!”.

Insomma, che fare?

“Bene ha fatto la Regione (nuova amministrazione) a stabilire regole e parametri. Solo che è tutto inutile. Dato che, da anni a questa parte, si va avanti a forza di proroghe a chi già è dentro. Lasciando ingiustamente fuori quanti chiedono un legittimo e dovuto accreditamento”.

Ecco l’elenco che risale al 3 luglio 2015 [ Laboratori di analisi, ambulatori e poliambulatori accreditati al 03-07-2015.pdf], mai aggiornato e tirato avanti in regime di prorogatio (lecita?). C’è chi dice: proprio per niente. E chi è andato dal tabaccaio a comprare le carte bollate.

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