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INVIATO CITTADINO Il cinema comunale S. Angelo di via Lucida chiude i battenti

Ipotesi sul futuro della gestione di spazi comunali, interni ed esterni

Il cinema di Porta S. Angelo sarà in manutenzione per lavori urgenti di messa a norma.

La riapertura probabilmente in settembre. Quando – essendo scaduta la convenzione con la storica gestione Cinegatti – verrà assegnato a un affidatario. Che potrebbe essere quello di sempre, o anche un nuovo soggetto.

Circostanza, quella dell’ingresso di nuovi gestori, sulla quale sia lecito esprimere più di qualche dubbio. Difatti, la gestione di un cinema è impegno che non si riduce allo staccare biglietti, ma esige competenza di pubblicità, rapporti non facili coi distributori, affrontare momenti di crisi…

Se Associazioni e gruppi, volenterosi ma incompetenti, si faranno avanti, stia bene attento il Comune a non procedere ad affidamenti estemporanei o di scarsa affidabilità e (presumibile) scarsa durata.

Al momento, il dispiacere degli amanti del grande schermo è palpabile. Difatti, sebbene la frequentazione non fosse particolarmente elevata, il Sant’Angelo (ex Salesiani) si distingueva per una programmazione di qualità. Che si spera possa essere mantenuta nella futura gestione.

Covid, chiusure, crisi e ripresa. Proprio adesso che, dopo la crisi nera del covid, le cose sembravano avere ripreso un corso accettabile.

La patata bollente del bando e dell’assegnazione del Sant’Angelo passa dunque nelle mani della prossima Amministrazione. Quale essa sia.

La questione Frontone. Resta invece urgente decidere circa l’arena del Frontone. La cui programmazione parte in giugno: dunque, prima che la prossima Amministrazione sia entrata nel pieno dei poteri.

Anche qui la convenzione è scaduta, ma non si può lasciare la città senza una programmazione open air.

Ci hanno provato con altre location. Citiamo a memoria: Collestrada, Monteluce, Piazzetta Montessori, Orto annesso al Tempio di S. Angelo (che le suore non intendono più concedere)… ma le cose sono andate così così.

L’unica certezza di presenze numerose, e relativo business, è quella del Frontone, dove il pubblico può accedere a film che si è perso durante la stagione delle uscite.

C’è anche un’altra questione: quella delle numerose interruzioni nella programmazione, legate a riserve che il Comune si concede per concerti e iniziative non cinematografiche. Anche qui si dovrà trovare un accordo. E, forse, stabilire un limite. 

L’unione fa la forza. Si sente parlare anche di una iniziativa comune (che vede impegnati vari gestori): Cinegatti, Post Mod e Zenith-Bizzarri. Emerge, dunque, la possibilità (qualcuno dice: l’esigenza) di fare fronte comune e cominciare a pensare a una gestione condivisa di sale e arene.

È inutile contendersi una torta sempre più ristretta. Tanto vale cominciare a pensare in grande e mettere in comune rischi e opportunità.

Le premesse ci sono tutte. Già confermate dagli accordi vigenti in termini di programmazione. I soggetti si accordano da tempo per i titoli da mettere in sala. Finora è andato tutto liscio. Superando personalismi e conflitti.

Togliere le castagne dal fuoco. In questa prospettiva di accordo, il Comune troverebbe chi gli toglie le castagne dal fuoco: niente contrapposizioni, niente coperta tirata da una parte e dall’altra. Niente favoritismi né (pre)giudizi malevoli. Insomma: una concordia che costruisce.

Se son fiori… Da cinefilo accanito, l’Inviato Cittadino ha elementi per auspicare una rigogliosa fioritura.

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