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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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INVIATO CITTADINO Futurismo Sacro a Monte Ripido. Il primo secolo di vita del trittico dottoriano-francescano

Lo storico Mario Tosti e la storica dell’arte Antonella Pesola per un pomeriggio di divulgazione alta

Apre Padre George col saluto di accoglienza, ricordando che due opere del Perugino, una Pala d’altare e un’Adorazione, stanno oggi in Galleria Nazionale.

Poi un accenno al confratello Padre Diego Donati di cui, a Monteripido, esiste una strepitosa Galleria (legata all’impegno indefesso della nipote Ada Donati, presente col marito Fausto Bucini).

Foto - Futurismo Sacro a Monte Ripido. Il primo secolo di vita del trittico francescano

(Foto Sandro Allegrini)

Quindi lo storico Mario Tosti, in collegamento, tiene una dotta conferenza sull’interpretazione della figura di San Francesco, dall’antico alla consacrazione a Patrono d’Italia del 1939.

Con riflessioni sulla celebre frase dannunziana “Il più italiano dei Santi, il più Santo degli Italiani”, dilatandosi al Primato del Gioberti e alla figura di Leone XIII Pecci, nota figura di riformatore sociale con la sua Rerum Novarum tra liberalismo e socialismo.

Poi i Patti Lateranensi del 1929, la proclamazione della Festa Nazionale, spigolature assisiati su Arnaldo Fortini e il vescovo Nicolini.

Un’esposizione ampia e concettosa, apprezzatissima e seguita con vivo interesse.

Quindi la conversazione di Antonella Pesola, una delle figure di riferimento degli Archivi Dottori, fondati da Massimo Duranti.

Antonella dispone di conoscenze e competenze vastissime, accompagnate da una passione assiduamente coltivata con studi di vaglia. Ha ripercorso la vicenda del Futurismo e dell’arte dottoriana.

Non solo bio e opere di Gerardo Dottori, ma numerosi e puntuali riferimenti alla civitas perusina e alla sua storia: il Caffè Mezzabestia di piazza Matteotti, il Ristorante Altro Mondo, l’Accademia di Belle Arti, la serata Futurista al Turreno, la rivista Griffa (riedita recentemente in volume da Massimo Duranti, con un mio piccolo contributo)…

Un pieno di peruginità, di arte e cultura che ha conosciuto il suo culmine nella piacevolissima spiegazione del trittico del Trapasso in chiesa.

Un pomeriggio che ci ha insegnato come cultura possa coincidere con crescita e consapevolezza identitaria.

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