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INVIATO CITTADINO Quella foto ritrovata in discarica ci racconta la Perugia del primo Novecento

Notizia e immagini provengono all’inviato Cittadino da parte della lettrice Ivana Bandinelli, che ci comunica di aver trovato la fotografia in un’oasi ecologica della Vetusta

Quella foto ritrovata in discarica ci racconta la Perugia del primo Novecento. Notizia e immagini provengono all’inviato Cittadino da parte della lettrice Ivana Bandinelli, che ci comunica di aver trovato la fotografia in un’oasi ecologica della Vetusta. Condividiamo volentieri coi nostri lettori.

Ivana chiede se il reperto possa avere un valore storico e chi possa contattare per farne dono. Dichiara: “Naturalmente la consegnerei senza alcun altro scopo che non sia la salvaguardia del ricordo del tempo passato”. Parole degne di un perugino consapevole del valore della memoria individuale e collettiva.

L’immagine ritrae un gruppo di medici e infermieri dell’Ospedale della Misericordia, quando stava in via Oberdan, strada urbana che all’epoca si chiamava appunto “via dell’Ospedale”.

Il gruppo comprende operatori sanitari dei quali si riportano minuziosamente i nomi. Chissà che qualcuno non vi riconosca il nonno o il bisnonno. Sul lato destro, è posizionata la fincatura con la scritta “Infermiere”, seguita dall’elenco di nomi e cognomi. Dal lato opposto l’elenco degli infermieri. Sotto la foto, la dicitura “Sorvegliante e Caposala”.

Un particolare interessante consiste nel fatto che i nomi sono firmati di pugno dei singoli personaggi.

L’immagine è datata all’anno 1903.

Nella parte in basso a destra, il bollo dell’Istituto fotografico Natalini, con sede in via Oberdan. Particolare di notevole interesse perché Giulio Natalini (1861) è stato un grande fotografo e di lui racconta Maria Serena Ciurnelli Fratticioli (“Da Natalini a Fratticioli, la fotografia a Perugia dalla fine del’800 ai giorni nostri”, Futura Edizioni). Il libro, arricchito da uno studio di Maria Luisa Martella e da una mia nota, fu da me presentato in Sala dei Notari, insieme allo storico Alberto Grohmann. La famiglia Fratticioli è discendente del grande fotografo assisiate che aprì (il 4 giugno 1905) un atelier fotografico al civico 6 di via dell’Ospedale. Ma invero esercitava anche in anni precedenti (tanto che la foto è datata 1903). Per l’esattezza, operava nello chalet di quella che è oggi via della Rupe, dove ora sta il Ristorante del Sole, al civico 1, sopra la stazione Pincetto del Minimetro.

Destinatario del dono – a mio avviso – avrebbe potuto essere il Comune di Perugia (se l’assessorato alla Cultura non avesse smantellato l’iniziativa “La memoria nei cassetti”, con cui furono realizzate due belle mostre e altrettanti cataloghi). Consiglierei invece di donarla a qualche collezionista appassionato della storia della città. Nel collezionismo, vale la regola perugina “chi ci ha più arduna”, volendo significare che un singolo pezzo non ha valore, se isolato e decontestualizzato. Dunque è bene conferire il dono a chi già possieda un buon patrimonio di immagini della Perugia che fu. Mi permetto di caldeggiare la donazione a favore dell’amico Leonardo Belardi che non è un semplice “raccoglitore”, ma un vero appassionato della storia e dell’antropologia perugina. La foto è pregevole e merita di essere conservata da chi è in grado di apprezzarne il valore.

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