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Gli anziani di Fontenuovo, dopo il lockdown, possono finalmente ricevere le visite

Risponde la dottoressa Simonetta Cesarini, della direzione sanitaria della struttura perugina

Gli anziani di Fontenovo, dopo il lockdown, possono finalmente ricevere le visite, in modo sicuro e organizzato. Simonetta Cesarini, della direzione sanitaria (su cortese invito del presidente Orfeo Ambrosi) risponde ai quesiti dell’Inviato Cittadino.

Ci erano giunte segnalazioni piuttosto preoccupate circa una presunta “reclusione” (a fin di bene, s’intende!) degli ospiti della struttura. Qual è la situazione attuale?

“Dopo una chiusura della Residenza alle visite dal 23 febbraio dal 3 giugno, abbiamo ripreso gli incontri coi familiari in maniera attenta e programmata”.

In quali spazi?

“In spazi definiti e limitati della Residenza, nel rispetto delle norme relative alla prevenzione dell'infezione da SarsCov 19”.

Con quali scansioni?

“Tre giorni alla settimana sono dedicati alle visite dei familiari, spesso accolti in giardino, approfittando della bella stagione e degli spazi open air”

Quali le reazioni degli anziani?

“Sono momenti commoventi e intensi, emozioni e sentimenti comprensibilmente legati alla gioia di rivedersi dopo tanto tempo”. 

Sono stati momenti difficili, vero?

“Il nostro lavoro sta anche nella formazione del personale, chiamato a rispettare - anche nella vita privata - le norme di distanziamento sociale, oltre a sottoporsi ai periodici controlli richiesti dall'Usl Umbria1”. 

Quali le responsabilità?

“Di fatto, l'autorità Usl lascia alla Direzione Sanitaria delle Residenze le decisioni relative all'ingresso dei familiari”.

Voi come vi comportate?

“La valutazione fatta nelle Residenze Protette di Perugia e Marsciano è stata quella di un rientro controllato e previo appuntamento, per il bene globale dell'anziano e dei familiari”.

Avete utilizzato anche le possibilità offerte dalle tecnologie?

“Finora sono state effettuate più di 600 videochiamate ed ancora si prosegue con queste modalità per chi non può venire”. 

Situazione, dunque, ricondotta alla (quasi) normalità.

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