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INVIATO CITTADINO È Dottori il vero erede di Pietro Perugino

Lo si sostiene in un incontro di cultura a Monteluce & Friends

Partecipata conversazione in piazza Cecilia Coppoli della Nuova Monteluce. Col presidente e fondatore degli Archivi Dottori Massimo Duranti a tirare le fila di una discussione intorno alla figura di Gerardo Dottori.

Duranti inquadra il tema “Dottori Maestro dell’aeropittura in Umbria” con riferimenti che incrociano biografia artistica e umana.

Alessandra Migliorati tratta di frequentazione e rifiuto di Accademia, di poetica ed estetica. Soffermandosi anche su complesse questioni di carattere cronologico, relative a pre-datazioni maliziose dovute allo stesso artista.

Antonella Pesola parla della pittura murale, con specifica attenzione alle opere lasciate a Perugia e dintorni.

Quindi i riferimenti a Monte Vibiano Vecchio (Marsciano) al ristorante perugino Altro Mondo, alla chiesa del Bellocchio, alla chiesa di S. Antonio abate di corso Bersaglieri, alla Cappella Salus Infirmorum di Monteluce, che per noi perugini è la ‘Cappella della Maternità’.

A tal proposito, Duranti annuncia l’impegno pubblicamente assunto nel pomeriggio di venerdì dal presidente della Giunta Regionale Donatella Tesei. A breve (?) la Cappella verrà riaperta, dopo l’intervento di consolidamento delle pitture che hanno dato segni di cedimento con distacco della pellicola pittorica.

La pittrice Serena Cavallini ha fornito argomenti probanti circa la consistenza dell’eredità di Perugino passata nelle mani di Dottori.  Premettendo che esiste un filo rosso tale da mettere in continuità gli autori in tutte le manifestazioni d’arte trasversali alle epoche, alle mode, ai modi.

Il confronto tra opere dei due Maestri mette in evidenza analogie che si scoprono in angeli, atteggiamenti del capo, atmosfere ascensionali, rappresentazioni turrite, paesaggi.

Ciò che fa motivatamente ritenere Perugino come primo autentico pittore paesaggista. In una dimensione che coniuga la figura con una luce rassicurante, un’atmosfera no-season che ha il crisma dell’eternità. E perfino il Trasimeno, paterno mare nostrum, costituisce il grembo liquido della Terra Mater.

Una diegesi persuasiva, quella della pittrice Serena Cavallini. Una competenza che le deriva dal fare. E dalla consapevolezza che non esiste estetica senza etica, passione senza persuasione, fondamento senza cimento.

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