Inviato Cittadino - I misteriosi cerchi di Verchiano tra bufale ed esoterismo: la "verità" di Marcello Betti

Ecco le posizioni sui "cerchi misteriosi" di Verchiano. Bufala o esoterismo. Al lettore la (non) ardua sentenza.

L’emittente Trg Foligno ha trasmesso un’intervista in cui Salvatore Stella, già assessore al Comune di Foligno, spiega che quelle pietre disposte in cerchio sarebbero il risultato del dissodamento per i piani di rimboschimento effettuati in montagna negli anni Sessanta.

Racconta che anche suo zio ci lavorò e gli svelò come avevano fatto gli operai ad ottenere quei cerchi perfetti.

Spiega che avrebbero posizionato un palo centrale e tirato una corda, utile a segnare dei cerchi concentrici, posti alla distanza di circa due metri l’uno dall’altro. Poi fecero lo scasso a mano per mettere a dimora le piantine di pino nero. I sassi furono estratti dal suolo, al fine di favorire l’attecchimento liberando il terreno da impicci. Nel contempo, quei massi di diverse dimensioni furono appoggiati in loco.

Spiegazione ineccepibile e confortata da una piccola indagine storica sui rimboschimenti effettuati nel periodo. Siamo nella zona boschiva definita “Torricella”.

Purtroppo per chi aveva preso l’iniziativa, quel tipo di essenza non attecchì, in quanto necessitava di un humus particolare. Prova ne sia l’assenza di quel tipo di vegetazione. Ecco il motivo per cui si vedono ancora gli “scassi”, ossia i solchi scavati con le pietre appoggiate di fianco.

Ci piace riportare la valutazione del geologo Luca Domenico Venanti, che scrive: “Opere di drenaggio di 50 anni fa e dissodamento dei campi. Feci la carta geologica per la Regione nel 2000 e ne parlai con gli abitanti di Verchiano, che mi spiegarono anche chi li fece”.

L’appassionato assisiate Marcello Betti è stato stimolato (e sarebbe poi giunto alle sue conclusioni, già riferite) attraverso le riprese aeree del fotografo Paolo Ficola, della serie “Umbria vista dall’alto”.

Non convinto dalla spiegazione razionale qui riportata, Marcello Betti picchia duro e mi invia questa precisazione scritta: “La RAI di Perugia ha un servizio registrato, appositamente fatto realizzare da me, molto ben fatto, anche con la mia intervista”.

Poi ipotizza una qualche congiura o complotto, scrivendo testualmente: “Ma siccome la mia scoperta e la messa in onda del servizio ha dato probabilmente fastidio a qualcuno, forse con interessi su quel luogo, la scoperta è stata inspiegabilmente smentita, alcuni giorni dopo, da [omissis].

Betti parla poi del servizio televisivo il cui link è da noi sopra riportato.

Lo stesso Betti ricorda infine di aver richiesto alla RAI, per iscritto, la copia del primo servizio e di averne ricevuto uno modificato (ovvi i tagli per esigenze redazionali legate alla necessaria brevità, richiesta da un servizio televisivo, ndr). Insomma: si tratterebbe di una specie di maliziosa e interessata macchinazione, di un intenzionale sabotaggio alla veridicità e originalità della sua scoperta.

Dichiara, infatti, Marcello Betti: “Io avevo già preso contatti con la dottoressa Manca per un sopralluogo e avevo anche informato della scoperta il defunto Generale Conti della Guardia Forestale. Ma tutto saltò...e mi hanno fatto passare per divulgatore di bufale!”. Betti, insomma, non ci sta a passare per visionario e dice la sua con schiettezza. Peraltro la sua combattività è nota, non da oggi (penso ai suoi legami col mondo del pugilato). Betti, insomma, non intende proporsi come novello Indiana Jones, ma neanche essere scambiato per vaneggiatore: lotta per amore della “sua” verità che confligge pesantemente con quella di altri. Ecco tutto.

Aggiunge, in ultimo: “Su youtube, dove era stato pubblicato il primo servizio, attualmente è visibile solo quello “di smentita”, ossia la spiegazione fornita dall’intervistato, che mi contraddice”.

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L’Inviato Cittadino si astiene dal commentare o dall’esprimere giudizi. Giudichi il lettore con la propria testa. Ma annuncio un prossimo servizio in cui verrà indicata al dinamico Marcello Betti una nuova pista di sicuro interesse per le sue ricerche storico-archeologico- esoteriche. A domani.

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