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INVIATO CITTADINO Carotaggi abbandonati sul prato, la scoperta dopo il taglio dell'erba

La cosa risale esattamente a un anno fa, poiché le casse di quei reperti portano la data del 21 maggio 2019

Il Taglio dell’erba fa scoprire i carotaggi abbandonati sul prato. La cosa risale esattamente a un anno fa, poiché le casse di quei reperti portano la data del 21 maggio 2019.

I materiali sono costituiti da cinque “astucci” speciali, atti a contenere i cilindri di terreno ispezionato e sondato attraverso macchine particolari che sono in grado di estrarre dei campioni a diverse profondità.

Il lavoro era stato commissionato da Umbra Acque in occasione di lavori di sistemazione della rete fognaria. Rete che, in prossimità dell’edicola di via Torelli, è stata più volte in tilt, provocando l’apertura di vere e proprie voragini.

Il lavoro di ripristino si è rivelato costoso e impegnativo, ma di certo eseguito a regola d’arte. Il fatto è che il terreno, in quel punto, deve presentare caratteristiche di particolare cedevolezza. Tutto è riconducibile alla ricchezza d’acque del sottosuolo: si pensi che poco sotto si trovano le antiche Terme di San Galigano (oggi adibite a ristorante omonimo), a lato c’è via delle Sorgenti e, sotto Porta Conca inferiore, le Fonti dei Tintori, come in zona università le terme romane col famoso mosaico d’Orfeo. E si potrebbe continuare l’elenco. Insomma: una zona della città che è una vera spugna, tanto che il mandorlato perugino s’impregna e scivola, togliendo supporto agli strati superiori. La cosa è qui più evidente, dato il peso esercitato dai veicoli in circolazione.

Sta di fatto che quel punto è senza pace e non passa periodo in cui il marciapiede non smotti o l’asfalto della via non ceda e si spacchi. L’ultimo rifacimento attende ancora la bitumatura dal mese di dicembre 2019. Procedure, evidentemente, rese più complicate dalla situazione sanitaria.

Come sia, bene ha fatto Umbra Acque a disporre l’operazione di carotaggio. Malissimo hanno fatto coloro che hanno appoggiato “provvisoriamente” sul prato quei reperti, dimenticando di andarseli a riprendere.

Le cinque casse portano la scritta della data, della profondità del punto da cui sono stati saggiati, del committente. Oltre a specifiche tecniche di carattere specialistico che non è il caso di riferire.

La cosa più sensata da fare adesso è quella di portare via immediatamente quelle casse e relativi carotaggi. Sia detto senza polemica, ma in spirito di collaborazione.

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