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INVIATO CITTADINO Arco Etrusco, se ci sei… batti un colpo!

Una risorsa archeologico-storico-architettonica in cerca di… segnalazione

Arco Etrusco come l’Araba Fenice.  O come la Titina di Chaplin in "Tempi moderni" (1936).

Il turista lo cerca (l’Arco Etrusco o d’Augusto) e, qualche volta, può accadere che lo trovi. Come l’Ufficio Turistico… desaparecido agli Arconi (o Voltoni che dir si voglia)

Un fiore all’occhiello appassito, un tesoro un po’ nascosto. Mente dovrebbe essere messo in vetrina come il gioiello più prezioso, antico e integro del nostro patrimonio  storico identitario.

Sta di fatto che, mentre ci si vanta di app avveniristiche, non si agisce nel modo più semplice e lineare. Ossia quello dell’apposizione di alcune targhe di segnalazione.

Abbiamo recentemente raccontato lo smarrimento del turista che si ferma a guardare (e non l’ammira)  la controfacciata da via Ulisse Rocchi. Che è decisamente bruttina e poco suggestiva.

INVIATO CITTADINO L’Arco Etrusco va visto da davanti. Il versante posteriore è irrilevante

Paolo Ottaviani (con la sensibilità del poeta, la finezza di pensiero dell’intellettuale e il buon senso dell’uomo positivo) ci fornisce alcuni suggerimenti.

Mettere alcune targhe di indicazione turistica.

Da via Ulisse Rocchi e Piazza Ansidei. La prima, proprio all’imbocco superiore di via Ulisse Rocchi. Una seconda da piazza Ansidei. La terza all’inizio di via Baldeschi e via delle Cantine.

Poi in piazza Cavallotti e via Baldeschi, segnalando che il monumento è raggiungibile anche da via Cesare Battisti. Potendo aggiuntivamente traguardare (da sopra) l’acquedotto e via Appia, insieme alla splendida vista della Conca e di Palazzo Gallenga.

Dalla Pesa e via Pinturicchio. Anche per quanti si trovano allo slargo della Pesa, in via Pinturicchio, in via del Roscetto, in Bartolo, in via Bontempi, una indicazione sarebbe di notevole utilità.

Un’altra meta ricercata è l’Acquedotto. Sempre all’imbocco di via Baldeschi, sarebbe bene porre l’indicazione “Acquedotto medievale-Via Appia” (recentemente, ne abbiamo sentite delle belle: lo hanno definito “romano”. Quando si dice la retrodatazione!).

Uno degli scorci più belli è proprio quello di via Appia-Acquedotto-via Cesare Battisti, inquadrati attraverso l’ogiva dell’arco superiore. Non è un caso che sia apprezzata la cartolina che inquadra da quel punto il passaggio della storica Filovia.

Tutto questo, se si ha a cuore il bene della città. Di cui vanno preservate e valorizzate le eccellenze storico-monumentali.

Basta qualche cartello. Altro che app!

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