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INVIATO CITTADINO Angelo Breccolenti, una vita al servizio della musica

Scompare, dopo lunga malattia, una delle colonne della compagine bandistica pretolana

Una tradizione di musica popolare che è stata anche fucina di formazione e socialità. La Banda portata come fiore all’occhiello da una comunità coesa e identitaria.

La Filarmonica di Pretola venne ricostituita nel 1978 per iniziativa di alcuni validi musicisti, tra i quali Angelo Alunni Breccolenti, Vinicio Gardi, Giorgio Moschetti che è stato anche figura di rilievo dell’ANBIMA.

Angelo Alunni Breccolenti ha diretto la Filarmonica sino al 6 gennaio 2018. L’ultimo concerto fu quello dell’Epifania, tenuto alla Sala dei Notari, che lo ha visto dirigere la Banda, in condominio con Eleonora Bastianelli, la quale ne ha raccolto il testimone (foto esclusiva in pagina).

Angelo stesso volle che la sua eredità fosse consegnata nelle mani di Eleonora, persona nella quale riponeva assoluta fiducia, in ragione delle doti umane e professionali. È stato un passaggio morbido, persuaso e persuasivo.

La settimana scorsa Angelo se n’è andato. Lo piange chiunque lo abbia conosciuto.

Ricorda il figlio Leonardo: “La sua particolarità consisteva proprio nell’impegno costante, volto alla scrittura di  partiture musicali. Si trattasse di arrangiamenti e trascrizioni di brani più o meno famosi, quanto di composizioni originali”.

Aggiunge: “Il suo sforzo preponderante era quello di tarare la musica  sulla base degli elementi che aveva in banda: un po' come un allenatore di calcio che adatta il modulo di gioco al materiale umano a disposizione”.

Resta indimenticabile la simpatia che Angelo Breccolenti era in grado di suscitare nei perugini, ormai fidelizzati al concerto di Capodanno. Era abituale la Marcia di Radetzky, con cui chiudeva ordinariamente il concerto. Quando disse che si era stufato di eseguirla, ci fu una levata di scudi che lo costrinse a ripeterla. Era un po’ il suo Inno Nazionale. E la gente si scordava che quel pezzo era funzionale al racconto di un evento storico per noi doloroso.

Quando il Maestro si girava e, con le sue mani ossute, invitava il pubblico a battere il tempo con le mani, suscitava un’ondata di entusiasmo collettivo incontenibile.

Ciao, Angelo. Ci mancheranno il tuo sorriso e la tua umana simpatia.

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