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Martedì, 18 Gennaio 2022
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INVIATO CITTADINO Ai Notari, le opere e i giorni di Franco Bicini: teatrante timido e spavaldo

Si chiude la tre giorni in memoria del grande perugino

Ai Notari, le opere e i giorni di Franco Bicini, teatrante timido e spavaldo. Si chiude la tre giorni in memoria, legata alla ricorrenza del centenario dalla nascita.

Un trittico costituito dall’incontro col Dónca, volto a celebrarne la peruginità, la mostra d’arte alla Misericordia, l’esposizione biografico-teatrale alla Mercanzia (eventi sui quali l’Inviato Cittadino tornerà con servizi dedicati). 

Ai Notari si celebra il ricordo di Franco Bicini, borgarolo, regista, attore, autore in lingua perugina

E il quarto passo di chiusura col teatro, ancora ai Notari. Il tutto tenuto insieme dal filo rosso che lega il figlio Massimo, la sua compagna Tanya Edda Clara Giacometti, la capocomica Mariella Chiarini.

A ricordarne i fasti e le vicende, Mariella Chiarini, complice di avventure artistiche e umane, intervistata da Anna Lia Sabelli Fioretti. Viene sbalzato un ritratto a tutto tondo che passa per il percorso autoriale, non meno che per gli snodi esistenziali e le peculiarità di carattere.

Franco capace di strappare ai benpensanti la maschera dell’ipocrisia, come Machiavelli al principe cinico e crudele. Franco in grado di intercettare, e imitare alla perfezione, le caratteristiche di una persona dal semplice modo di camminare. Franco che sbatte i soldi in faccia alla coppia Garinei&Giovannini, paio di marpioni che ne compra le idee ma gli rifiuta il nome in locandina.

Franco che intercetta la cronaca nera come fonte di interesse mediatico, anticipando i tormentoni di tanta tv corriva che vive del trinomio sangue/sesso/soldi.

Franco attento più all’essere che all’avere, alla ricerca della felicità che si misura con la pace del cuore e non col fruscio della cartamoneta. Stando di notte, alla finestra, ad ascoltare voci ed echi di realtà. E mettendo in bocca ai suoi personaggi quelle sensazioni provate sulla propria pelle.

A dar man forte a un ricordo, la presenza vigile di Eugenio Becchetti, con la sua tastiera, a richiamarci alla mente il fare ironico e dolcissimo di Emilio Spizzichino che della coppia fu sodale e musico.

Scenette, lacerti di scritti, evocati dalla stessa Mariella, insieme agli attori Paolo Braconi, Elisabetta Zamperini, Clara Borghesi, Simone Scopetta, Fabio Furiosi.

Testimonianze di Massimo Bicini, Elisabetta Zamperini e una lettera – scritta col pennino intinto nel sentimento – di Simona Esposito a Mariella Chiarini che le ha parlato del suo Franco. “Suo”, ma anche “nostro”. A buon diritto.

Un pomeriggio che è stato molto di più che una rievocazione. Ma un ricordo. Dolcissimo e struggente. Quale si attaglia a noi perugini: gente ruvida. All’apparenza.

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