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Sabato, 18 Maggio 2024
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INVIATO CITTADINO A Torgiano la prima mostra dedicata ad Alberto Fremura, dopo la scomparsa avvenuta lo scorso 7 aprile

Se ne è fatto promotore Angelo Valentini che del pittore livornese fu amico

Una mostra avente carattere di eccezionalità. Sia per la qualità che per il numero delle opere e dei documenti presenti.

Il tutto nella magnifica location della recuperata Chiesa della Morte.

Foto - A Torgiano la prima mostra dedicata ad Alberto Fremura

(Foto esclusive Sandro Allegrini)

Ci fa da cicerone lo stesso Valentini che ha conferito un’ottantina di opere. Tra le quali spicca una tela sulla quale Fremura si è ritratto sopra un’amaca, sospesa nel cielo tra le nuvole, mentre da dietro si affaccia il sereno. Palmare metafora dell’avventura esistenziale attraversata dall’uomo e dell’alternarsi delle sorti che lo toccano.

Altro pezzo di rango quello in cui si racconta l’anelito alla Pace con alcune colombe in volo (il sogno, la speranza), mentre resta a terra un volatile cavalcato da un ponderoso fanciullo che sventola inutilmente il ramoscello della Pace. Forse quella colomba non spiccherà mai il volo. Pur agognandolo.

Numerose le sezioni: la politica, l’opera lirica, e perfino un’etichetta che Fremura realizzò per un vino, poi inviato ad Elisabetta II d’Inghilterra. Ovviamente: con riscontro.

Tante le curiosità: dai sassi d’artista al gesso (il figlio di Angelo si era fratturato un braccio) con pittura di Alberto.

E poi la sezione di Fremura ritratto da altri artisti. Tra i quali Mario Madiai, presente alla mostra (in foto con Valentini).

Non potevano, naturalmente, mancare le figlie di Fremura, Arianna e Maria Cristina, che già qualche lacrima hanno versato nell’Aula Consiliare durante la visione dell’intervista al loro babbo, fatta e montata dal giornalista e film maker torgianese Pasquale Punzi.

Visitatore immancabile l’amico monsignore Giuseppe Piccioni, parroco di Torgiano, che scherza a farsi il bacio dell’anello con Angelo Valentini.

Un clima, dunque, amichevole e perfino cameratesco. Perché è proprio questo che avrebbe voluto Alberto Fremura: uomo generoso, intriso d’ironia. Maestro non solo nel disegno, ma anche nell’elargire generosamente affetto e simpatia tutta toscana.

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