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Martedì, 7 Febbraio 2023
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INVIATO CITTADINO La mission della Stranieri e un 'lungo centenario' costellato di eventi

Intervista-bilancio col rettore Valerio De Cesaris

La mission dell’Unistra e un “lungo centenario” costellato di eventi. Intervista-bilancio col rettore Valerio De Cesaris.

2021-2022, un biennio straordinario, vero?

“L’Università per Stranieri è entrata nel suo “lungo centenario”, che celebra la nascita dei corsi di Alta Cultura nel 1921 e dei corsi di Lingua e Cultura italiana nel 1922, sino all’istituzione vera e propria dell’Università, con due regi decreti del 1925 e 1926”.

Come avete deciso di celebrarlo?

“Abbiamo scelto di vivere il centenario non organizzando un unico evento solenne, ma attraverso un percorso, costellato di iniziative culturali, che ci permetta di approfondire e di rinnovare il ruolo dell’Ateneo per Perugia e per l’Italia”.

Quali iniziative?

“Per questo motivo, nel 2021 abbiamo tenuto due convegni scientifici sulla storia della Stranieri (ne scaturirà un bel libro con Treccani) e nel 2022 abbiamo riattivato i corsi di Alta Cultura. Abbiamo anche rilanciato la community degli Alumni e onorato Peter Maurer, un ex studente che ha avuto un percorso straordinario, conferendogli una laurea honoris causa in Relazioni Internazionali e Cooperazione allo Sviluppo. Accanto a queste iniziative, ne abbiamo vissute molte altre, altrettanto belle e significative, nel segno della valorizzazione di una storia unica, qual è quella dell’Università per Stranieri”.  

Quali le caratteristiche principali dell’Istituzione, tanto cara a noi Perugini e al mondo?

“L’Ateneo di Palazzo Gallenga ha una specificità chiara nel panorama universitario italiano, essendo centrato, sin dalla sua nascita, sulla promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo. Tale specificità ha favorito una spiccata proiezione internazionale di cui hanno beneficiato la città e l’intera Umbria, grazie alla presenza di studenti provenienti da numerosissimi paesi. La storia di Perugia e il volto stesso della sua popolazione sarebbero diversi senza la Stranieri”.  

Parlaci dell’impegno degli operatori della Stranieri.

“Nel corso del ‘lungo centenario’, i docenti e i dipendenti amministrativi dell’Ateneo sono chiamati a rinnovare il loro impegno, innanzitutto nei confronti degli studenti. Abbiamo vissuto con orgoglio il raggiungimento di traguardi importanti”.

Quali i punti di forza?

“Siamo, tra le università statali italiane, quella con la più alta percentuale di studenti stranieri e, cosa ancor più importante, siamo al primo posto per la mobilità internazionale degli studenti, che da noi hanno sempre la possibilità di trascorrere un periodo di studio all’estero, grazie all’altissimo numero di collaborazioni che la Stranieri ha stretto con università di altri Paesi”. 

Quali aspetti avete scelto di privilegiare e potenziare?

“Abbiamo voluto potenziare le politiche per la sostenibilità e quelle per l’inclusione, all’interno di un più ampio discorso di promozione di una cultura inclusiva, solidale, rispettosa dell’ambiente, attenta a salvaguardare la dignità di ogni persona e di ogni differenza”.

I rapporti studenti-docenti?  

“Accettiamo la sfida, sempre affascinante, di essere una vera comunità accademica, in cui gli studenti possano formarsi in un dialogo costante con i professori e accompagnati dal personale dell’Ateneo. La sfida è quella di contribuire alla crescita socioculturale del territorio”.

Dopo la crisi pandemica, come vanno le iscrizioni?

“Nel 2022 stiamo riportando a Perugia tanti studenti stranieri: a inizio di agosto abbiamo già superato le iscrizioni non solo degli anni peggiori del covid ma anche degli anni precovid, il 2018 e il 2019. È un risultato straordinario, frutto del lavoro sinergico di tante persone”.

Quali i principali Paesi di provenienza?

“In particolare, registriamo una crescita importante degli studenti dall’America settentrionale e un incoraggiante aumento anche dai Paesi europei. In generale, i dati sono buoni anche per gli altri continenti. La presenza di studenti stranieri è importante per il territorio e mi fa molto piacere constatare che in poco tempo, dopo gli anni difficilissimi che abbiamo attraversato, siamo riusciti a rilanciare con forza i corsi di lingua e cultura italiane, che sono al cuore della missione istituzionale dell’Università per Stranieri”.  

Rapporti col territorio?

“Partecipare alla crescita del territorio vuol dire anche aprirsi maggiormente alla città, fare sempre più dell’Università un polo culturale aperto a tutti. Gli eventi culturali e musicali che si susseguono quasi quotidianamente, nell’Aula Magna di Palazzo Gallenga, hanno visto negli ultimi mesi la partecipazione di tanti perugini. È un fatto che considero importante, perché l’Università per Stranieri è un patrimonio della città di Perugia e dei suoi abitanti. Non è una realtà separata, come a volte è stata percepita in passato, ma un’Istituzione preziosa per i perugini stessi”.   

Come vive la Stranieri le tante criticità internazionali? 

“Il ‘lungo centenario’ della Stranieri coincide con un tempo particolare, segnato da profonde contraddizioni. Fra le criticità, il perdurare della pandemia e la guerra in Ucraina, accanto alle altre guerre che funestano tanti Paesi. Tutto ciò provoca un’incertezza profonda per il futuro. Preoccupazioni legate al timore che questo futuro sarà certamente segnato da nuove crisi economiche e sociali, che si aggiungono a quelle già in atto e alla questione ambientale che ha ormai assunto carattere di vera urgenza”.

Ci sono spazi di ottimismo?

“Le università hanno a disposizione, in questi anni, finanziamenti superiori al passato, potendo così programmare l’assunzione di nuovo personale e progettare nuovi investimenti. Per la Stranieri sarà possibile vivere una fase espansiva, in cui potenziare il personale, incrementare il numero degli studenti e riqualificare alcuni spazi, a partire dalla palazzina di ex senologia e dal parco di Santa Margherita, attorno al campus universitario”.

Dunque, un’iniezione di fiducia!  

“Nonostante il tempo che stiamo vivendo, difficile e pieno di incognite, credo si possa avere fiducia nel futuro, conservando e rinnovando l’impegno prioritario a favore degli studenti e facendo sempre più della Stranieri un polo culturale di rilievo e uno spazio aperto alla cittadinanza”.   

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