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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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L'intersindacale medica Umbria in stato di agitazione: "Subito interventi, dal contratto al Piano sanitario regionale"

Nelle assemblee del personale delle 4 aziende sanitarie umbre sono state affrontate anche le problematiche relative alle liste di attesa, alla lentezza delle assunzioni

L’intersindacale medica dell’Umbria proclama lo stato di agitazione e punta il dito contro il mancato rispetto a seguito delle osservazioni del MEF sulle cifre stanziate e per il grave ritardo per raggiungere l’accordo sulle linee guida per la contrattazione decentrata indispensabile per il rinnovo degli incarichi dirigenziali.

“Dopo avere sottoscritto l’accordo regionale, con una firma molto sofferta – afferma Giovanni Lo Vaglio, coordinatore dell’Intersindacale Medica dell’Umbria - solo per senso di responsabilità politica e sindacale verso tutti i sanitari impegnati nell’emergenza Covid 19, le organizzazioni sindacali di tutta la dirigenza sanitaria si sono trovate costrette a proclamare lo stato di agitazione, nonostante le aperture positive date nel corso dell’incontro dalla direzione dell’assessorato, avvenuto martedì 9 novembre, dove sono state stabilite altre due date di convocazione per rimediare a quanto è accaduto”.

Dall’incontro è emersa la necessità di “tenere ugualmente le assemblee nelle 4 Aziende umbre, considerando anche le attuali scarse garanzie per un adeguato rinnovo del contratto nazionale 2019 -2021, prossimo alla scadenza – prosegue Lo Vaglio - Sono state affrontate anche le problematiche relative alle liste di attesa, alla lentezza delle assunzioni, non sufficienti per garantire la soddisfazione delle piante organiche non più adeguate dopo la pandemia e l’esodo in corso per pensionamento, alle carenze di risorse strumentali sul territorio, come per esempio il fatiscente parco auto per i servizi territoriali, soprattutto veterinari, e alla situazione critica dell’edilizia sanitaria in molti distretti”.

Nel corso delle riunioni si è anche parlato di Piano sanitario regionale, lamentando “il ritardo di un vero coinvolgimento per la riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale nel Psr – conclude Lo Vaglio - non ancora formalmente presentato e di cui non sono a conoscenza neanche i consiglieri regionali, come da loro stessi ammesso in una recentissima audizione convocata in terza commissione sanità, nonostante la Giunta abbia già parzialmente provveduto a deliberare in merito”.

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