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La bellezza e la ferocia della natura nell'incontro con il lupo in una fredda mattina invernale

Il racconto e le foto di Federico Pelliccia: "Scene che possono sembrare crudeli, ma è la legge della natura"

La natura in tutta la sua bellezza e ferocia. Tutto racchiuso in un’immagine, in uno scatto di Federico Pelliccia che ha immortalato un lupo appenninico che trasporta la testa di un cinghiale (presumibilmente un cucciolo) appena predato

“Scene che possono sembrare crudeli, da Yellowstone o da Savana Africana, e invece no, ci troviamo in Umbria, nel polmone verde d’Italia, e questa è semplicemente la legge della natura, in cui la morte di un essere vivente, diventa a sua volta fonte di nutrimento e di vita per altri animali, che altrimenti non potrebbero sopravvivere” scrive Pelliccia in un post sui social.

“È una piovosa mattina d’autunno, io e l’amico Francesco decidiamo di appostarci con le nostre attrezzature fotografiche nei pressi di una zona che in base alle precedenti osservazioni che avevamo fatto, sapevamo poteva essere interessante per provare ad avvistare e fotografare il predatore – si legge nel post - Passano veramente pochi minuti da quando ci siamo posizionati, avvisto una sagoma in lontananza, provo a guardare meglio con il binocolo, è talmente lontana che faccio fatica persino con l’ingrandimento a capire di cosa si tratti, ma dopo poco l’esperienza mi suggerisce in maniera inconfutabile che si tratta di un lupo”.

L’animale fiuta l’aria, osserva il terreno, guardandosi attorno con circospezione, per poi sparire poco dopo nel fitto della vegetazione. Dopo qualche minuto il lupo esce nuovamente allo scoperto, con la sua andatura “trotterellante, elegante, si avvicina sempre di più – scrive ancora Pelliccia - Io e Francesco decidiamo di sdraiarci a terra per non farci vedere, il fango ci avvolge completamente, fin quasi a fagocitare anche l’attrezzatura fotografica, che era appoggiata sul terreno. Il lupo non accenna a fermarsi, continua dritto per dritto verso di noi, fino ad arrivare veramente a poche decine di metri . A quel punto si ferma, ci osserva per alcuni interminabili secondi”. Poi riprende la sua marcia, sfilando di fianco ai due amici e sparisce nel fitto della vegetazione.

“Se tutto questo è possibile infatti dobbiamo ringraziare tutti coloro che si sono battuti ed impegnati per far sì che il lupo appenninico venisse protetto e tutelato . Il lavoro di queste persone ha reso possibile la naturale diffusione ed espansione del lupo in Italia, che dopo essere stato ridotto sull’orlo dell’estinzione e decimato dalla caccia e del bracconaggio, era rimasto solo in pochi esemplari all’interno di alcuni parchi nazionali e aree protette – conclude Pelliccia - Il lupo è un animale da tutelare e proteggere a qualunque costo, perché svolge un ruolo fondamentale nell’ecosistema, perché da un senso compiuto alla natura che ci circonda, perché ci permette di sognare, perché ci da forza e coraggio a cui ispirarci e perché è in grado di parlare con un semplice sguardo alla parte più antica e selvaggia noi, e che purtroppo troppo spesso tendiamo a dimenticare”.

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