Incendio alla Biondi Recuperi, Romizi: "Episodi che ci preoccupano, otterremo massima chiarezza"

Secondo incendio in 15 mesi, la relazione del sindaco di Perugia in consiglio comunale

Due incendi in poco più di un anno alla Biondi Recuperi di Ponte San Giovanni. Il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, interviene in consiglio comunale, perché il Pd e il Movimento 5Stelle hanno chiesto che il caso rientri sotto la lente di ingrandimento della Commissione antimafia: "Ancora sono aperte inchieste riguardo all’incendio dello scorso anno - spiega il sindaco - , quindi da parte nostra non possiamo che confermare il massimo interesse a ottenere la totale chiarezza su questi episodi che ci preoccupano. Abbiamo richiesto massimo impegno a tutte le autorità competenti -ha aggiunto- e confermo la nostra determinazione e il nostro impegno nell’andare a verificare tutte le circostanze e tutti gli elementi che emergeranno". 

Il sindaco Romizi ha ripercorso la situazione che si è presentata nel tardo pomeriggio di domenica 28 giugno, quando alle 18,30 circa, si è sviluppato l’incendio presso la Biondi Recuperi di Ponte San Giovanni, che tratta frazioni di rifiuto derivati da raccolta differenziata. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti anche i tecnici dell'Arpa e della Usl Umbria 1. 

Come spiega il Comune di Perugia, le due centraline più vicine al luogo dell’incendio (Perugia - Ponte San Giovanni e Torgiano - Brufa), "non riscontrano anomalie dei valori di PM10, cosa accaduta invece con l’incendio, sempre alla Biondi recuperi, del 2019. Arpa Umbria, in queste ore, sta proseguendo il lavoro di analisi e di indagine". E ancora: "I tecnici dell'Agenzia stanno sviluppando anche un modello di simulazione della dispersione degli inquinanti che permetterà, di concerto con USL1, di individuare le aree dove avviare una campagna di campionamento delle varie matrici ambientali, tra cui quelle alimentari". 

Sulla base della nota trasmessa da Arpa e Usl 1 al Comune di Perugia, è stata emessa l’ordinanza 737. Qui tutti i divieti in vigore

"L’Amministrazione - ha precisato ancora Romizi - resta in attesa degli ulteriori dati rilevati dai tecnici di Arpa e Usl1, sulla base dei quali saranno assunti altri provvedimenti". E ancora: "Con assoluta fiducia - ha concluso - ci affidiamo all’autorità giudiziaria, ma in collaborazione con gli altri enti si valuteranno una serie di misure non solo rispetto ai possibili danni ma anche sulla possibilità di proporre misure più drastiche, perché non è ammissibile che simili episodi si ripetano con tale frequenza. Deve esserci una valutazione molto attenta sulla capacità di gestione dell’impianto". Secondo la relazione del sindaco "nei mesi scorsi l’azienda aveva presentato un nuovo piano per l’emergenza, ma i fatti hanno messo in evidenza come esso non sia congruo".

 

Poi l'annuncio di una richiesta ufficiale a Palazzo Donini: "Ci siamo attivati anche per chiedere all’autorità competente, la Regione, eventuali diffide affinché si adottino tutte le misure complementari appropriate. Dobbiamo - ha concluso Romizi - a quell’area della città tanto delicata e stanca, anche per valutazioni urbanistiche passate non più attuali, risposte trasparenti e chiare. Ribadisco l’impegno diretto dell’amministrazione e la volontà di stare tutti dall’unica parte possibile". 

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