rotate-mobile
Attualità

Il ricordo dell’INVIATO CITTADINO Ci ha lasciato Leandro Battistoni, amante appassionato della sua Perugia

Aveva operato con instancabile impegno, per un decennio per l’Accademia del Dónca

Era un ex “frego” delle Case Operaie di via Faina e con quel manipolo di giovani di Pòrsantangelo aveva mantenuto rapporti di affetto e amicizia. Partecipando anche alle periodiche reunion  fra memorie e convivialità.

Leandro ispirava la propria vita a convinte scelte valoriali. Prima di tutto la politica, che lo vide impegnato nel campo progressista, ricoprendo anche la carica di segretario della Cgil Scuola in momenti essenziali delle scelte nazionali in materia di formazione.

Ma Leandro fu tutt’altro che un sindacalista “da poltrona”, bensì un educatore di prima linea, punta di diamante della sperimentazione educativa e didattica, in quel di San Sisto e presso altri istituti del territorio.

Poi l’amore per la natura, declinato nella pratica della frequentazione assidua della montagna, quale membro autorevole del CAI e grande camminatore. Coltivò anche la passione della caccia, praticata non da  “sparatore”, ma in modo  elegante e rispettoso dell’ambiente.

Aveva la passione per la tecnologia. Radio, televisori, audio e videoriproduttori non avevano per lui segreti. Li sapeva aggiustare e manutenere. Tanto da essere considerato il più bravo operatore tecnologico nel campo dell’informatica applicata all’insegnamento.

La sua competenza, insieme all’amicizia personale e alla condivisione di interessi e di principii, indussero il sottoscritto e Walter Pilini a chiedergli di affiancarci nell’avventura dell’Accademia del Dónca. Era lui a preparare i filmati, le slide, le presentazioni legate ai numerosi e diversi temi affrontati nei nostri incontri settimanali. Lo faceva per amore della città: prima a Palazzo della Penna, poi alla Sala Lippi di corso Vannucci e infine, con cadenza settimanale, al Teatro Comunale Morlacchi; e, qualche volta, alla Sala dei Notari.

Firmammo a quattro mani la fortunata serie di documentari sui quartieri della città (San Sisto, La Conca, Ponte Felcino, Porta S. Angelo…) editi dall’editore Futura. Li aveva voluti l’assessore Andrea Cernicchi cui resta il merito indiscusso di una persuasa esaltazione della città.

Tutto questo finché una certa politica disgustò Leandro, inducendolo a prendere le distanze e a ritirarsi in sdegnoso isolamento. Scelta che condivisi, visto che non esistevano più le condizioni  per proseguire la collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Perugia. Interruzione che suscitò in centinaia di cittadini la generale indignazione che tuttora dura.

Certo è che il nostro comune lavoro aiutò a puntare i riflettori sulla lingua, l’antropologia, gli elementi identitari di Perugia, con un’operazione proficuamente seguita da gruppi e Associazioni. Del che ci siamo sempre compiaciuti. Senza metterci medaglie, ma per amore del vero.

Di Leandro mi piace ricordare la gentilezza, ma anche la fermezza e il rigore con cui ha sempre difeso valori non negoziabili.

Ha scelto di andarsene in silenzio, disponendo che della sua scomparsa si desse notizia a esequie avvenute. Cosa che faccio adesso, su sollecitazione di comuni amici.

Ha deciso che i suoi resti mortali fossero soggetti alla cremazione. Ma sempre vivo resta la memoria di Leandro in quanti di noi lo hanno conosciuto e amato. Perché non si poteva che amarlo. E rispettarlo.

Questo voglio sappiano la moglie Fiorella ed il figlio Diego.

Lo ricorderemo. Con affetto e rimpianto. Finché avremo vita. Ciao, Leandro!

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il ricordo dell’INVIATO CITTADINO Ci ha lasciato Leandro Battistoni, amante appassionato della sua Perugia

PerugiaToday è in caricamento