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Halloween in tono minore anche in pasticceria a Perugia

C’era una volta Sandri e la Marcella, Luca e squadra di custodi della tradizione

Halloween in tono minore anche in pasticceria. C’era una volta Sandri e la Marcella, Luca e tutta la squadra di custodi della tradizione.

Nelle vetrine dell’acropoli, ad esempio in piazza Matteotti, solo le fave dei morti, come prodotto dolciario della tradizione. Per Pitagora – il quale credeva che in questi legumi si reincarnassero le anime dei trapassati – il vegetale si doveva rispettare. Per noi perugini, e non solo, le fave con pasta di mandorle sono una golosità ormai disponibile per tutto l’anno.

Ma i dolci dei morti, secondo tradizione pasticcera, sono anche altri.

Carla Schucani si inventò la “laschina del Lago”, sempre con pasta di mandorle. La creò d’intesa con monsignor Bromuri che le chiese di rilanciare il culto di Ercolano “defensor civitatis”. Prendendo in prestito la storiella del pittore fiorentino Bonamico (dal “Trecento Novelle” di Franco Sacchetti) che beffò i perugini mettendo al santo, come collana, non perle e diademi, ma una sfilza di lasche. Questa storia l’abbiamo già raccontata. Da allora, il “pescino” lo fanno un po’ tutti, anche per i Santi, perché la parola greca IKTÜS, indicante il pesce, usata come acronimo, sta per Iesus Christus Teoù Uiòs Sothèr (Gesù Cristo Salvatore, Figlio di Dio), richiamando appunto la santità.

Altra “niccarìa” (golosità) sono le dita di strega: “diti”, in perugino. Sempre dello stesso impasto, con alchermes (“archèmse”) a simulare il sangue del dito tagliato e la mandorla a imitare l’unghia.

La fida Marcella, insieme al braccio destro di Carla Schucani, Luca Pottini, facevano anche questa “terrificante” specialità in occasione di Halloween. Di questo prodotto nell’acropoli non c’è traccia.

Ultima specialità gli “stinchetti” o “ossicini dei morti”, a forma di tibie e ossa varie, realizzati in zucchero.

La cosa curiosa è che i nostri antenati etruschi – oltre ai tozzetti, al torciglione e alle fave dei morti alla mandorle – già preparavano gli “ossicini”, tanto che questi dolcetti sono stati ritrovati nelle tombe. Come si vede, testimonianza perugina di tradizione nella continuità.

Ma oggi di queste golosità non c’è traccia. Abbiamo visto torciglione e perfino mini torcoli di San Costanzo, sebbene la festa cada il 29 gennaio. Ma non il resto.

Insomma, un Halloween in tono decisamente sommesso. In questo generale clima di tristezza in cui toccherà mettersi in fila anche per portare un fiore sulle tombe dei nostri cari. Quelli, sì, morti per davvero.

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