Il giorno dei Ceri, la solidarietà dell'Umbria agli eugubini: "La corsa riprenderà più forte di prima"

Previsti solo appuntamenti religiosi a porte chiuse per evitare assembramenti

Un 15 maggio senza Ceri non un 15 maggio. La Festa per eccellenza, con oltre mille anni di storia, simbolo della nostra Regione, è stata rimandata al 2021 a causa dell'emergenza coronavirus. Non accadeva dai tempi della seconda guerra mondiale una tale interruzione della corsa. Previsti solo appuntamenti religiosi a porte chiuse per evitare assembramenti: nel pomeriggio i Vespri dalle 16.30 dalla Cattedrale e a seguire la benedizione del Vescovo alla città, poi sonata lunga del Campanone delle 19 e il Triduo finale dalla Chiesetta dei Muratori alle 21. 

Numerose le istituzioni che hanno espresso solidarietà agli eugubini. In particolare il presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta: “La comunità della Provincia di Perugia si stringe intorno alla città di Gubbio nel giorno dedicato sin dal 1160 alla Festa dei Ceri. Un evento, simbolo dell’Umbria, che a causa del Coronavirus non si terrà. Nemmeno le due guerre mondiali dello scorso secolo avevano fermato completamente i Ceri e questo riempie i nostri cuori di rammarico. Un sentimento che si acuisce pensando che all’evento eugubino seguirà il fermo di tante e tante manifestazioni di popolo che hanno sempre unito in uno spirito di fraternità le nostre genti e hanno costituito da sempre un irresistibile richiamo per tanti visitatori di fuori regione e dall’estero".

Sulla stessa linea l'assessore regionale alla cultura, Paola Agabiti Urbani: “I Ceri di Gubbio e la sua Festa, che non si è fermata completamente neanche durante le due Guerre mondiali, fanno parte del patrimonio emotivo e culturale degli eugubini e di tutti gli umbri. Non a caso proprio i Ceri sono il simbolo della Regione Umbria. Quest’anno, in un momento così particolare e difficile, anche la festa si è dovuta adeguare all’esigenza inderogabile della tutela della salute. Una necessità che viene prima di tutto e che sta modificando fortemente le nostre abitudini”.

IL VIDEO DELLA FAMIGLIA DEI SANGIORGIARI

Solidarietà e vicinanza anche da parte del consiglio regionale. In prima linea il presidente Marco Squarta:  "In questo strano 15 maggio, con la Piazza Grande vuota, esprimo vicinanza alla comunità di Gubbio in quanto la Corsa dei Ceri rappresenta per l'Umbria uno straordinario patrimonio di valori in termini di fede, passione, radici, tradizione e devozione". Lo scrive in una nota il presidente dell'Assemblea legislativa, Marco Squarta.

"I Ceri - spiega Squarta - animano lo spirito di fratellanza e di solidarietà della città di Gubbio che ogni 15 maggio si apre al mondo per ricordare la propria grandezza. Dal 1.160 è la prima volta che la festa di piazza non viene celebrata, esclusi i motivi bellici - ricorda Marco Squarta -. Quest'anno le emozioni forti e indescrivibili della corsa sono state impedite a causa del Covid, sono convinto che la condivisione e l'amicizia torneranno ancora più forti il prossimo anno quando l'Umbria tornerà a stringersi attorno al patrono Sant'Ubaldo, a San Giorgio e a Sant'Antonio”.

 "La certezza è - ha scritto il capogruppo del Pd, Tommaso Bori - che la forza delle macchine lignee tornerà a manifestarsi per le vie di Gubbio e che, come dopo le guerre, torneremo a correre e abbracciarci per la Corsa, con i Ceri di nuovo a svettare su Piazza Grande e sull'Umbria". “Passata questa bufera del Covid-19 la corsa dei Ceri di Gubbio riprenderà più forte di prima. Attendere la prossima edizione sarà lunga, ma sapremo aspettare perché quella sarà una manifestazione memorabile” ha dichiarato il consigliere regionale Daniele Nicchi (Lega) ricordando che “sono un ceraiolo convinto: pur vivendo in provincia di Terni ad Attigliano, sono nato 56 anni fa a Gubbio e il mio cuore non si è mai trasferito”.

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Anche il sindaco di Gualdo Tadino, città con cui Gubbio condivide l'ospedale di Branco, ha voluto lanciare un appello al popolo dei Ceri: “Ci rivedremo nello stesso giorno nella stessa Piazza Grande il prossimo anno, ci rivedremo alla tavola bona per fare festa e festa grande, ci rivedremo con gli occhi lucidi perché la gioia ci travolgerà, ci rivedremo migliori perché è nelle difficoltà che abbiamo saputo dare sempre il meglio di noi stessi, ci rivedremo con la voglia di sfotterci in maniera goliardica come abbiamo sempre fatto, ci rivedremo......vi abbraccio tutti”

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