INVIATO CITTADINO La storia del primo eroe della liberazione di Perugia dal giogo pontificio

Un personaggio misconosciuto. Memorie del 14 Settembre 1860. Giovanni Ruggia, chi era costui

Un personaggio misconosciuto. Memorie del 14 Settembre 1860. Giovanni Ruggia: chi era costui? Fu il primo eroe della liberazione di Perugia dal giogo pontificio. Ecco perché i perugini decisero (nel 1905) di intitolargli una lapide, a perenne memoria, all’ingresso del Manu, conferendogli anche la cittadinanza onoraria. Cosa mai fece, Giovanni Ruggia, per la città del Grifo?

Si avvicina la storica ricorrenza della liberazione di Perugia di 159 anni fa e quella lapide esige una spiegazione. Perché resti qualcosa di più che un elogio a un Pincopallino qualunque.

Giovanni Ruggia, da Romano Canavese, aveva partecipato all’assedio di Sebastopoli e alla II guerra d’indipendenza.

Venne a Perugia trentenne, col grado di sergente del 2° Reggimento genio, ed ebbe un ruolo fondamentale per la liberazione della città.

Innanzi tutto, con la prima Compagnia Zappatori ebbe l’ordine di abbattere la porta Santa Margherita, serrata dagli svizzeri. Per aprire la strada alla fanteria, si recò sotto la Porta, armato della sola ascia, sfidando i colpi di artiglieria che provenivano dal giardino pensile soprastante, oggi proprietà della nostra amica Anna Maria Rossini Bondi, che ne possiede la documentazione. Ruggia praticò un buco nel legno, vi entrò con grande pericolo e favorì l’ingresso dei commilitoni. Tancredi Ripa di Meana vi rimase ucciso.

In un successivo momento, trovandosi in piazza San Domenico, Giovanni Ruggia fu fatto segno di colpi di fucile. Aggredì con forza il portone di quella caserma, lo sfondò, penetrò all’interno e fece prigionieri oltre cinquanta degli artiglieri papalini.

Per questi atti di valore e sprezzo del pericolo, avendo messo a repentaglio la stessa vita, gli venne conferita la medaglia d’oro al valore, attribuitagli con decreto del 1° ottobre 1860.

Ecco perché su quella lapide al Manu (lì posta il 4 giugno 1905) sta scritto: “Il XIV Settembre MDCCCLX qui intimò la resa agli artiglieri pontifici il sergente del 2° Reggimento genio, Giovanni Ruggia, da Romano Canavese, che per primo apertosi un varco per l’oppugnata Porta S. Margherita, l’aveva dischiusa alle armi liberatrici, impavido sfidando la morte. A lui fu premio la medaglia d’oro al valor militare. Ad onore ed esempio del 21° Reggimento di fanteria, il IV giugno MCMV pose”.

Spigolatura inedita: la signora Volpi, oggi nonagenaria in gambissima (madre dei professori Mauro e Roberto) vanta rapporti di parentela con Giovanni Ruggia. E ne va fiera. Giustamente. 

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