menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Città della Pieve, in 47 hanno chiesto aiuto al Centro antiviolenza: "Il silenzio fa il gioco dei carnefici"

Il Centro è intitolato alla memoria di Maria Teresa Bricca, in ricordo di una giovane pievese uccisa dal vicino di casa, ed è gestito dall'Associazione Donne La Rosa

In occasione della Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne il Centro Antiviolenza di Città della Pieve, nato nel 2018 e punto di riferimento per tutti i comuni del Trasimeno, fa il punto sull'attività. "Nel 2019-2020 il Centro Antiviolenza Maria Teresa Bricca di Città della Pieve ha ricevuto 47 contatti e seguito 37 casi di donne tra i 20 e i 79 anni. Di queste 37 donne, 22 sono di nazionalità italiana, 4 di nazionalità rumena ed 1 extra UE. In 23 dei casi attivi sono presenti uno o più figli". E ancora: "Per quanto riguarda i percorsi svolti all'interno del CAV, per tutti i casi in carico sono stati effettuati colloqui di sostegno al percorso di uscita dalla violenza, in 9 di questi le donne hanno anche portato avanti un percorso di sostegno psicologico, 4 hanno usufruito della figura della pedagogista principalmente per i figli ed in 5 casi si sono avvalse anche della consulenza legale".

Il Centro, spiega una nota, "è intitolato alla memoria di Maria Teresa Bricca, in ricordo di una giovane pievese uccisa dal vicino di casa, ed è gestito dall'Associazione Donne La Rosa, con operatrici volontarie opportunamente formate. Esse garantiscono: accoglienza e ascolto, riservatezza reciproca al fine di tutelare la privacy della donna e delle operatrici, rispetto della volontà della donna per ogni decisione e azione che avverranno solo se e quando si sentirà pronta, aiuto nel riconoscimento della violenza subita".

Il Centro Antiviolenza "offre inoltre percorsi di sostegno psicologico per l'uscita dalla violenza, servizio pedagogico per il sostegno alla genitorialità materna, consulenza legale qualora la donna decidesse di seguire un percorso legale, interventi di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere rivolti al territorio, corsi di formazione per operatrici volontarie, corsi di potenziamento femminile per favorire autostima e empowerment, affiancamento in percorsi di orientamento per la ricerca di un'occupazione lavorativa in collaborazione con i servizi dell'Unione dei Comuni del Trasimeno".

“Chi subisce o ha subito violenza – viene ricordato - non deve mai credere di essersela meritata; deve al contrario imparare a riconoscerla e a percepire la gravità delle aggressioni, fisiche e psicologiche. La violenza non è un “fatto privato” da nascondere o qualcosa di cui vergognarsi. È importante che le vittime escano allo scoperto e denuncino, perché il silenzio fa il gioco dei carnefici. Accettare disparità e maltrattamenti, sottovalutando la violenza o perdonandola, è pericolosissimo: l’escalation dei comportamenti aggressivi è imprevedibile e può avere esiti tragici. Anche se è difficile, bisogna trovare il coraggio di chiedere aiuto e denunciare”.

Per contattare il Centro Antiviolenza Maria Teresa Bricca: 0578 321669; 345 7107440; cavbricca@gmail.com.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento