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Nuovo anno e giornata mondiale della pace, la prima omelia del Cardinale Bassetti

Il messaggio del presidente della Cei: "La Chiesa protagonista di due eventi a sostegno della promozione umana"

La prima omelia del 2020 del Cardinale Gualtiero Bassetti. Ecco il testo integrale del messaggio augurale per il nuovo anno che il presidente della Cei rivolgerà ai fedeli durante l’omelia della celebrazione eucaristica del Veni Creator, nella cattedrale di San Lorenzo di Perugia.

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Carissimi,

Papa Francesco, nel suo messaggio per l’odierna giornata mondiale della pace, ci ha ricordato che «il mondo non ha bisogno di parole vuote, ma di testimoni convinti, di artigiani della pace aperti al dialogo senza esclusioni né manipolazioni… La pace è “un edificio da costruirsi continuamente”, un cammino che facciamo insieme cercando sempre il bene comune…». Con queste convinzioni nel cuore e avendo dinanzi agli occhi i drammi di tanti popoli della terra, mi piace presentare due iniziative che nei prossimi mesi di febbraio e marzo impegneranno la Chiesa italiana e molti vescovi e laici di diverse nazioni: l’incontro di Bari, dal titolo “Mediterraneo, frontiera di pace”, avrà luogo dal 19 al 23 febbraio; mentre alla fine di marzo verranno ad Assisi economisti e imprenditori di tutto il mondo per riflettere insieme sui problemi dello sviluppo economico e della dignità umana. Entrambi gli incontri vedranno la partecipazione di Papa Francesco.

Convocando l’incontro di Bari, ho voluto, in qualche modo, riprendere un’iniziativa per molti versi passata alla storia, denominata “Colloqui mediterranei” e promossa negli anni ’50 e ’60 dal sindaco “santo” di Firenze Giorgio La Pira. Tali “Colloqui” ebbero come punto unificante e come finalità il dialogo fra le tre famiglie religiose (ebrei, cristiani, musulmani) visto come essenziale contributo alla pace mondiale; essi allargarono successivamente gli orizzonti all’Africa sub-sahariana, attraendo i paesi che durante gli anni ’60 uscivano dal colonialismo. Al prossimo incontro di Bari parteciperanno i vescovi delegati dei paesi che affacciano sul Mediterraneo, diverse autorità politiche di livello mondiale e studiosi di rapporti internazionali. Sarà l’occasione per un’ampia e condivisa riflessione sulla vita delle Chiese delle sponde del grande “Lago di Tiberiade”, come La Pira chiamava il Mediterraneo, e sui rapporti tra i popoli che vivono in questo grande bacino. Con l’aiuto di Dio, speriamo di favorire in tal modo il dialogo e la convivenza pacifica in questo luogo del mondo, da cui trae origine la nostra civiltà e la nostra fede.

Con l’incontro internazionale di Assisi, a fine marzo, si cercherà invece di riflettere sulle nuove prospettive dell’economia mondiale e di trovare nuove strade affinché la crescita economica e sociale non sia contraria al rispetto della dignità umana e alla salvaguardia del creato. La Chiesa, da almeno un secolo, ha promosso una grande riflessione sullo sviluppo economico e i suoi riflessi sulla vita e la dignità del persone. Ricordiamo quanta diffusione e impressione fece in tutto il mondo l’enciclica di Papa Leone XIII Rerum novarum, con la quale si affrontava la drammatica situazione della classe operaia e dei mezzi di produzione industriale di fine ’800. Oggi, come allora, siamo chiamati ad offrire al mondo globalizzato una rinnovata riflessione per un’economia solidale. Pertanto il Papa incoraggia gli imprenditori a perseverare lungo il cammino della generosa solidarietà e a lavorare per il ritorno dell’economia e della finanza a un approccio etico che favorisca il rispetto di tutti.

Guardiamo a questi due prossimi eventi mondiali con tanta fiducia e speranza, sicuri che il Signore ci aiuterà in questo servizio di riflessione e di promozione umana.

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