Giovedì, 23 Settembre 2021
Attualità Assisi

Giornata Mondiale del Malato, dal Serafico di Assisi una riflessione sulla durezza della pandemia

Oltre ai malati e alle loro, l'arrivo del Covid ha sconvolto la vita di medici, infermieri e operatori: ecco come è stato vissuto nell'Istituto pediatrico assisano

Particolarmente sentita quest'anno la Giornata Mondiale del Malato, che ricorre l'11 febbraio 2021, in memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, sarà il momento per riservare una speciale attenzione alle persone malate e a coloro che le assistono e le curano. Un luogo speciale dedicato alla cura è l'Istituto Serafico di Assisi, che lancia un messaggio per quanti, in tutto il mondo, "patiscono gli effetti di una pandemia dirompente e devastante che ha spazzato via le certezze su cui abbiamo fondato la nostra quotidianità, ridisegnando a volte il significato autentico e profondo della vita, della malattia stessa e purtroppo anche della morte".

"L'emergenza - silegge in una nota - ha imposto nuove regole, anche molto restrittive, per tutelare il bene primario della salute di tutti. In generale i malati, ma soprattutto i disabili gravi, si sono spesso trovati ulteriormente allontanati dai propri cari e da figure di prossimità, mentre il personale sanitario ha dovuto rivestire un duplice ruolo, quello cioè di esercitare la propria professione, ma anche di assistere e confortare oltre il proprio compito, per colmare il vuoto degli affetti lontani". 

Papa Francesco, nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato, lo indica già dal primo paragrafo: "Davanti alla condizione di bisogno del fratello e della sorella, Gesù offre un modello di comportamento del tutto opposto all'ipocrisia. Propone di fermarsi, ascoltare, stabilire una relazione diretta e personale con l'altro, sentire empatia e commozione per lui o per lei, lasciarsi coinvolgere dalla sua sofferenza fino a farsene carico nel servizio” (cfr Lc 10,30-35).

Come il Serafico ha affrontato la pandemia

Al Serafico, operatori e sanitari hanno assunto un ruolo chiave per i ragazzi disabili ospiti e le loro famiglie: "Tantissime sono le storie che potremmo citare, dalle caratteristiche molto simili, per la drammaticità e l'intensità dell'esperienza vissuta. Dal momento in cui abbiamo appreso i primi risultati di positività, lo scopo di ogni nostra giornata è stato quello di curare i ragazzi, di sconfiggere questo male invisibile e di proteggerli. Le vite di molti di noi sono cambiate, mettendo da parte le nostre famiglie e i nostri affetti, anche allontanandoci da loro, per dedicarci anima e corpo alle fragili vite che ci sono state affidate”, dichiara la Presidente Francesca Di Maolo.

Storie drammatiche caratterizzate da paura, impotenza e, a volte, frustrazione, ma anche dalla speranza e da un rinnovato senso della nostra missione: "Quando ci siamo trovati a combattere il virus all'interno del Serafico, ci siamo ritrovati immersi in un dolore vasto e allo stesso tempo intimo, "innocente” e puro. Tuttavia, siamo riusciti a condividere i nostri stati d'animo e le  nostre emozioni ed è stato chiaro che anche nel dolore la vita è in grado di ritessere la sua trama con il filo della speranza e ci ha lasciato in dono una capacità di amare e di accompagnare l'altro che personalmente non avevo mai sperimentato prima. Per tutti noi - prosegue la Presidente - è stato scioccante vedere con quanta aggressività il virus colpisce le vite più fragili. Quando abbiamo perso uno dei nostri ragazzi, Antonio, che era stato abbandonato alla nascita dalla famiglia e nel tempo era diventato il figlio di tutti noi, è stato un grande trauma.  Queste esperienze non solo ci ricordano la fragilità umana in tutte le sue molteplici forme, ma confermano che nel rapporto del prendersi cura non sperimentiamo solo un rapporto professionale, ma un'autentica relazione, dove ogni giorno rinnoviamo la nostra capacità di amare, di accogliere e di affidarci all'altro”.

La celebrazione della Giornata Mondiale del Malato è diventata per il Serafico l'occasione per raccogliere le testimonianze degli operatori e dei sanitari, punto di incontro e di sintesi tra pazienti e famiglie, tra la propria casa e il luogo di lavoro.

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