Giovedì, 13 Maggio 2021
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INVIATO CITTADINO Giornata della poesia di Penna e Spinelli, parla Maurizio Terzetti

Maurizio Terzetti, poeta, storico e scrittore, pennologo di vaglia (fu tra gli organizzatori del mitico convegno su Penna dell’era Abbondanza) puntualizza alcuni equivoci, chiarisce e propone

Maurizio Terzetti, poeta, storico e scrittore, pennologo di vaglia (fu tra gli organizzatori del mitico convegno su Penna dell’era Abbondanza) puntualizza alcuni equivoci, chiarisce e propone.

Interviene, fra l’altro, a proposito della nostra proposta di istituire – per il 12 giugno di ogni anno, in occasione del compleanno di Sandro Penna e Claudio Spinelli – una giornata di pubbliche letture dei due poeti. Da farsi – dicono molti sui social – sotto le Logge di Braccio. Soluzione che trovo eccellente. Dice Maurizio: “Caro Sandro, ho letto il tuo articolo su Penna e Spinelli. Fai bene, naturalmente, a riproporre la questione”.

Ed entra subito in medias res: “Vorrei, però, parlare con te, se tu lo ritieni, di due cose rimaste aperte su Penna. La prima: l’Archivio di Penna non arrivò a Perugia non solo per l’esosità alla quale rimandi, ma anche proprio per l'ottusità degli amministratori umbri di allora ai quali il Convegno internazionale sul poeta fu praticamente imposto, beneficamente, dalla Provincia di Perugia”.

Tutto vero, posso testimoniarlo. Ma perché “imposto”?

“Fu realizzato – ben lo sapeva Roberto Abbondanza – non ‘in collaborazione con’, ma ‘contro’, Comune e Regione”.

Ben diversamente sarebbero dovute andare le cose.

“La seconda questione risiede nel fatto – aggiunge Terzetti – che Penna è un poeta di tutta l’Umbria e non solo di Perugia, nonostante Perugia lo abbia trattato, come sappiamo, da figlio indesiderato”.

Quale la conclusione?

“Oggi, Penna andrebbe messo sul palcoscenico regionale, più che su quello municipale perugino”.

Impossibile dare torto a Terzetti. Ma con chi ragionare, in questo momento di crisi dei potenziali interlocutori?

“Poi, con altri metri di bravura e di grandezza e di fortunati casi – prosegue giustamente Maurizio – ci sono Spinelli e Dozzini, sempre in prospettiva più umbra che perugina”.

Conclusione.

“Il 12 giugno è una data eccellente, ma bisognerebbe articolarla tra Perugia e l’Umbria, con eventi a Perugia e in Umbria. Prendi queste osservazioni come franche riflessioni amicali per il lavoro che dai rispettivi fronti stiamo facendo. Grazie”.

Aggiungo che parlai della questione con l’assessore alla Cultura Leonardo Varasano, il quale si dimostrò interessato e disponibile. Di una rivalutazione e di una celebrazione congiunta delle nostre penne poetiche più valide e prestigiose c’è decisamente bisogno. Ma ora, col coronavirus, come si fa?

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