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Nuovo centro Usl per aiutare i "malati" di gioco, piaga in Umbria: a rischio anche i giovanissimi

In Umbria si stima che siano oltre 10mila le persone, fra i 15 e i 74 anni, con un profilo di gioco problematico, mentre nel 2016 nella nostra regione sono stati spesi circa 1,1 milioni di euro nel gioco d’azzardo considerato legale

Un centro per trattare e contrastare il gioco patologico. E’ stato inaugurato giovedì 27 settembre il Centro aziendale per il trattamento del disturbo da gioco d’azzardo, il servizio messo a disposizione dalla Usl 1, in via Enrico del Pozzo a Perugia.  Al taglio del tastro erano presenti: Andrea Casciari Direttore Generale della Usl Umbria 1, Edi Cicchi Assessore ai servizi sociali del Comune di Perugia, Luca Barberini Assessore Regionale Salute Coesione Sociale e Welfare, Giuseppina Bioli Direttore del Distretto Sanitario del Perugino e Luciano Bondi Responsabile del Centro per il trattamento del disturbo da gioco d’azzardo.

Una realtà innovativa, come sottolineato dall’assessore Luca Barberini: “Dà risposte efficaci a nuova forma di dipendenza, spesso sommersa, con conseguenze pesanti al livello sanitario e sociale. Il gioco d’azzardo è un fenomeno sempre più diffuso e trasversale. In Umbria si stima che siano oltre 10mila le persone, fra i 15 e i 74 anni, con un profilo di gioco problematico, mentre nel 2016 nella nostra regione sono stati spesi circa 1,1 milioni di euro nel gioco d’azzardo considerato legale”.

“Il centro– ha sottolineato Andrea Casciari - si propone di attivare un intervento complessivo nei confronti del disturbo da gioco d'azzardo, rivolto sia al giocatore che alla sua famiglia, con un approccio integrato che coinvolga i Servizi sanitari, i servizi sociali dei Comuni e le varie realtà associative presenti nel territorio. Nel prossimo futuro puntiamo ad avere due centri: oltre a questo di Perugia che sarà il servizio di riferimento aziendale, ne nascerà un altro con sede nell’area nord della nostra regione”.

 “In questo contesto – ha proseguito Barberini – la Regione Umbria ha adottato un Piano regionale per la prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo e definito un percorso diagnostico terapeutico e assistenziale specifico per il gioco d’azzardo patologico, con presa in carico non solo dei giocatori ma anche dei familiari. Sono stati aperti tre centri regionali, è stato attivato un numero verde, abbiamo promosso una campagna regionale per sensibilizzare la popolazione sui rischi legati al gioco d’azzardo, dopo la quale sono triplicate le richieste di aiuto. Sono state realizzate anche azioni mirate a contenere e regolamentare l’offerta e attività per la prevenzione del gioco. Una strategia che sta dando risposte positive, anche grazie alla presenza di operatori competenti e appositamente formati”.

Nel centro sono presenti figure professionali per accompagnare le persone con problemi di gioco patologico, verso un percorso di guarigione. Ci sono figure quali psicologo, assistente sociale, psichiatra ed educatore professionale. Nel corso di quest’anno – spiega Luciano Biondi - stiamo seguendo 66 utenti, in maggioranza residenti nel territorio del Perugino. Siamo attivi con iniziative di sensibilizzazione, individuazione precoce dei problemi e contrasto al gioco d'azzardo, in particolar modo nelle scuole.”

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